Roma, 25 mar. (askanews) – “Negli ultimi 30 anni stanno cambiando in maniera radicale i consumi, c’è una diminuzione del bere e il vino in particolare è stato considerato dalle giovani generazioni qualcosa che spesso è troppo costoso rispetto ai loro obiettivi. I consumi spesso si sono contratti a causa delle gradazioni alcoliche e dello stile di vita è oggi investire sulla promozione del consumo è una necessità”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, concludendo il convegno organizzato da Federvini dedicato alla presentazione dello studio “Consumo responsabile di bevande alcoliche: the Italian way”.
“Oggi assistiamo alla cosiddetta tempesta perfetta – ha proseguito il ministro – ai dazi contro dazi, alla svalutazione di alcune monete significativamente importanti per il mercato del vino. Faccio riferimento agli Stati Uniti, ma faccio riferimento anche al Giappone, insomma sono mercati solidi o in espansione dove i dazi, la svalutazione della moneta e le crisi di carattere internazionale stanno pesando”.
“Oggi finalmente – ha poi ricordato Lollobrigida – abbiamo un tavolo del vino unitario, segno di grande maturità con differenze all’interno che sono normali. Tutti portano a una stessa visione strategica il loro contributo attivo e mettono il governo nella condizione di sapere che cosa può fare per aiutare il settore”. Il ministro ha poi rivendicato di avere “aumentato significativamente le risorse per la promozione a livello internazionale e il mood del Vinitaly quest’anno per quanto riguarda il Masaf è mettere il vino al centro della cucina italiana patrimonio dell’UNESCO”.
Lollobrigida ha poi ricordato anche il primo degli spot fatti “per promuovere il comparto e ne dedicheremo un altro alle più giovani generazioni, ma il primo spot è stato molto impattante: 71 milioni di interconnessioni che abbiamo registrato e presenteremo i dati nello specifico”, ha annunciato.
Infine, il lavoro “sulla logistica e sulla crescita dei costi che le aziende subiscono. Lavoreremo sui mercati internazionali con molta serenità, cercando di aprirne altri – ha concluso in tema di export vitivinicolo – l’Italia ha interesse ad aprire nuovi mercati e l’area del Mercosur sarà un’area di espansione per il settore del vino e vedremo adesso le discussioni in dettaglio sull’accordo con l’Australia. A noi serve un mercato più ampio possibile”.

