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Lollobrigida: Ue agisca in 3 modi per potenziare fonti proteiche

Lollobrigida: Ue agisca in 3 modi per potenziare fonti proteiche

Più ricerca, diversificare mercati approvvigionamento

Roma, 14 lug. (askanews) – “Le proteine vegetali sono fondamentali per sia per il settore zootecnico sia per l’alimentazione umana e siccome l’Unione Europea è fortemente deficitaria, è necessario ridurre la dipendenza delle importazioni e salvaguardare l’approvvigionamento da possibili flessioni dell’offerta a livello globale. Per questo nella riforma della Pac è necessario potenziare gli strumenti di sostegno alla produzione di proteine vegetali”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervenendo al dibattito pubblico in corso al Consiglio dei ministri europei dell’Agricoltura e della Pesca a Bruxelles. Il ministro ha ricordato che per diversificare le fonti proteiche l’Italia, nel piano strategico della Pac, ha destinato il 2% del plafond finanziario dei pagamenti diretti agli aiuti accoppiati per sviluppo delle culture proteiche. “La soia – ha detto – è la cultura che negli ultimi 15 anni è cresciuta maggiormente raggiungendo circa 340.000 ettari, tuttavia la produzione di soia riesce a coprire la domanda dell’industria nazionale solo per il 30%”.

Il ministro ha poi sottolineato che a livello di Unione Europea per sostenere la diversificazione delle fonti proteiche per alimenti e mangimi “sarebbe necessario intervenire su tre fronti: predisporre una strategia complessiva che prenda in considerazione tutta la filiera produttiva e introduca misure e strumenti per aumentare la produzione delle culture proteiche in Europa”. Una strategia che dovrebbe supportare gli agricoltori e incentivarli nella produzione di proteine: “in questo contesto la formazione e trasferimento delle conoscenze sono strumenti necessari – ha precisato Lollobrigida – per migliorare la qualità della produzione e la produttività del settore”.

Inoltre, la strategia europea per le proteine “dovrebbe riconoscere il ruolo dei settori della pesca e dell’acquacultura per l’alimentazione umana e animale”, ha detto il ministro ricordando ad esempio che le alghe e le micro alghe possono essere “una importante fonte proteica complementare nel quadro di un sistema di produzione alimentare sostenibile”.

Il secondo fronte su cui intervenire è il finanziamento della ricerca scientifica volta al miglioramento genetico. “È necessaria infatti – ha spiegato – un accurata selezione vegetale anche attraverso l’utilizzo di nuove tecniche genomiche per poter ottenere varietà più adatte alle mutate condizioni ambientale, cambiamenti climatici e alle esigenze di mercato. Inoltre, la ricerca scientifica dovrebbe accrescere la produttività, il valore nutrizionale e l’adattamento al contesto ambientale e la resistenza alle fitopatie di queste culture”.

Infine, il terzo fronte strategico su cui lavorare è “la diversificazione dei mercati di approvvigionamento in modo da ridurre la dipendenza singoli paesi, soprattutto in un’epoca di forti tensioni a livello globale”.

“A questo proposito – ha poi precisato Lollobrigida – credo però di dover sottolineare che forse nel rapporto di dialogo con gli Stati Uniti, dovremmo valutare maggiori acquisti negli Usa che possano compensare lo sbilancio senza avere danni per la nostra economia”. “In ultimo voglio – ha puntualizzato concludendo – confermare che per l’Italia la produzione di proteine deve restare legata alle produzioni animali naturali e vegetali ed esprimiamo la nostra contrarietà ad ogni ipotesi di produzione di proteine in laboratorio finalizzate alla mangimistica o ancor peggio all’uso per alimentazione umana”.