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Lutto nel mondo della musica italiana: è morto Gino Paoli, aveva 91 anni

Lutto nel mondo della musica italiana: è morto Gino Paoli, aveva 91 anni
Gino Paoli, foto Adnkronos

Tra i suoi grandi successi Il Cielo in una stanza, Sapore di Sale e Quattro amici

La musica italiana perde uno dei suoi più longevi protagonisti: è morto all’età di 91 anni Gino Paoli. “Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari”, dichiara la famiglia del cantautore in una nota in cui chiede la massima riservatezza.

I suoi brani immortali: da Il cielo in una stanza a Sapore di sale

Paoli, nato a Monfalcone, in provincia di Gorizia, il 23 settembre 1934, era considerato uno dei maggiori esponenti della musica leggera italiana: nella sua carriera ultrasessantennale ha scritto e interpretato brani di grande popolarità, da Il cielo in una stanza a La gatta, da Che cosa c’è a Senza fine, da Sapore di sale a Una lunga storia d’amore, fino a Quattro amici con cui vinse il Festivalbar 1991. Paoli ha partecipato inoltre a cinque edizioni del Festival di Sanremo.

Chi era Gino Paoli, il maestro della scuola genovese dal successo… “Senza fine”

Gino Paoli è stato uno degli artisti più rappresentativi della prima “scuola genovese” della quale facevano parte Luigi Tenco, Umberto Bindi, Bruno Lauzi e di poco precedente a quella che si rinnoverà con Fabrizio De André. Nato, come detto in Friuli, da una famiglia di origini toscane per parte di padre e giuliano-dalmate per parte di madre, ma è a Genova che i genitori si trasferirono quando aveva pochi mesi e al capoluogo ligure è sempre rimasto “fedele”.

Con la neonata casa discografica Ricordi incide nel 1959 i primi dischi, con poco successo nonostante fra i titoli figurassero brani come ‘Sassi’ e ‘La gatta’ poi divenuti famosi e gettonatissimi. Come per De André con La canzone di Marinella, anche per Paoli la svolta in senso di popolarità arriva nel 1960 con un suo brano inciso da Mina, Il cielo in una stanza, su proposta di Mogol, che scala le classifiche dei dischi.

L’anno successivo conosce l’altra grande interprete della musica italiana, Ornella Vanoni, con cui instaura un lungo legame sentimentale e per la quale compone la canzone Senza fine.

La relazione con Stefania Sandrelli e il tentato suicidio

Nel 1961 invece la sua relazione con l’attrice Stefania Sandrelli – considerata al tempo scandalosa: lui sposato e in attesa di un figlio, lei minorenne – da cui nascerà Amanda Sandrelli, anche lei attrice.

Le critiche perbeniste non incidono sulla sua vena artistica e per la Rca inciderà brani come Sapore di sale con gli arrangiamenti di Ennio Morricone, e Che cosa c’è. Da qui, inizia però un periodo di forte crisi personale e artistica, che lo porta, dopo i problemi di alcolismo in gioventù, addirittura alle soglie dei suicidio con un colpo di pistola al cuore, il cui proiettile si ferma al torace, rimanendo nel suo corpo per tutto il resto della sua vita.

Una crisi lunga, in cui si affaccia anche lo spettro della droga, parzialmente interrotta dal punto di vista della vena artistica sul finire degli anni Sessanta con il brano Come si fa.

La rinascita musicale nel 1984

La rinascita musicale di Gino Paoli data 1984: dopo circa quindici anni quasi di oblio, arriva un nuovo successo con Una lunga storia d’amore colonna sonora del film Una donna allo specchio con protagonista proprio la Sandrelli, pubblicata poi in un album assieme al brano Averti addosso.

È una Nuova vita per il cantautore, che ritrova anche la Vanoni nel tour Insieme e compone Ti lascio una canzone. Nel 1991 vince il Festivalbar con Quattro amici al bar’ ultimo grande successo discografico personale, mentre compone brani anche per diversi artisti, uno su tutti Zucchero con Come il sole all’improvviso e Con le mani.

Ma la carriera musicale non è l’unica per Gino Paoli: per due anni è presidente della Siae, da cui si dimette per uno scandalo fiscale. E per cinque anni, dal 1987 al 1992, è parlamentare per il Partito Comunista iscritto nel gruppo degli Indipendenti di Sinistra.

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