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Siracusa: Maddalena Crippa in scena con Le troiane

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Siracusa: Maddalena Crippa in scena con Le troiane

venerdì 26 Aprile 2019 - 00:00
Siracusa: Maddalena Crippa in scena con Le troiane

“La mia Ecuba simbolo del dolore dei vinti” dice la signora del teatro italiano. E aggiunge: "Sono felice di essere diretta da una donna, Muriel Mayette, che ha uno sguardo diverso su tutta la tragedia"

SIRACUSA, – Maddalena Crippa, signora del teatro italiano, interpreta Ecuba ne “Le troiane”, in scena al Teatro Greco di Siracusa a partire dal 10 maggio a giorni alterni con “Elena” di Euripide interpretata da Laura Marinoni. La Crippa ha recitato molte volte a Siracusa, premio Assostampa due anni fa per una formidabile Clitennestra.
Ecuba è una regina spodestata, che ha perso tutto, come interpreta questo ruolo la Crippa? “In modo concreto e femminile, che poi sono sinonimi – spiega -. Sono felice di essere diretta da una donna, Muriel Mayette, che ha uno sguardo diverso su tutta la tragedia. Ecuba, alla fine della guerra a Troia, viene destinata ad essere schiava di Ulisse, il greco che lei odia di più, la regina è inferocita. Ma la tragedia sostiene con chiarezza che i greci sono feroci, stupidi, capaci di efferatezza, al punto di uccidere il piccolo Astianatte, solo perché figlio di Ettore. Elena qui è colpevole, non è certo la vittima delle scelte degli dei. Dopo la morte di Paride sarebbe potuta tornare dal marito, a chiedere perdono, e mettere così fine alla guerra, ma non lo fa. Ma Euripide che qui la giudica, poi nell’altra tragedia la salva, inventando uno stratagemma discutibile”.
Per l’attrice il sentimento che accomuna le donne troiane che affiancano la regina è quello di condividere la sofferenza: “il dolore di aver perso la casa, la patria, gli affetti, gli averi, però è l’intero gruppo che soffre, lo Stato stesso che è andato perduto. Ma è straordinario condividere il peso della sciagura con gli altri. Non c’è mai solitudine. E invece, oggi, per noi, con tutte le nostre connessioni, non c’è che solitudine, e non più conforto per l’anima. Il giudizio di Euripide sui greci è veramente duro.
“Potete vantarvi – scrive – più della forza, che dell’intelligenza”. Il discorso verte sulla paura che deve sempre dominata dalla ragione. I greci agiscono senza il filtro della ragione, e questo sì che è attuale, non siamo forse circondati da scelte dettate dalla paura, per i migranti, per la sicurezza del territorio”.
Ma come accade che la ragione non riesca più a governare le paure? “Accade – risponde l’attrice – quando si smantella l’intero sistema scolastico, quando la saggezza dei tragici, dei filosofi, dei poeti non passa più nel dna di una Nazione, poi a 18 anni, per così dire, non attrezzati, i giovani vanno a votare. Chiaro? E così crolla lo spessore morale, politico e umano di un popolo”.

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