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Mafia, confiscati beni per 10 milioni a imprenditore di Carini

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Mafia, confiscati beni per 10 milioni a imprenditore di Carini

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martedì 05 Gennaio 2021 - 11:33
Mafia, confiscati beni per 10 milioni a imprenditore di Carini

Le indagini economico - finanziarie condotte dall’Ufficio Misure di Prevenzione della Questura di Palermo e dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Palermo hanno permesso di individuare un cospicuo patrimonio costituito da imprese, beni immobili, veicoli e rapporti bancari di origine illecita

La Polizia ha eseguito la confisca di numerosi beni riconducibili a Salvatore Cataldo, 72 anni di Carini per un valore complessivo stimato di circa 10 milioni di euro. Con lo stesso provvedimento il Tribunale ha applicato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per 4 anni.

Le indagini economico – finanziarie condotte dall’Ufficio Misure di Prevenzione della Questura di Palermo e dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Palermo hanno permesso di individuare un cospicuo patrimonio costituito da imprese, beni immobili, veicoli e rapporti bancari di origine illecita in considerazione dell’esiguità delle risorse economiche dichiarate al Fisco e di un assetto patrimoniale squilibrato, in netto contrasto con le acquisizioni effettuate nel corso degli anni dallo stesso e dai componenti del suo nucleo familiare.

Imprenditore edile legato alla famiglia mafiosa di Carini ed in particolare al suo reggente Vincenzo Pipitone, Salvatore Cataldo, dopo aver riportato la condanna definitiva a tre di reclusione per soppressione di cadavere è stato raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palermo il 09 dicembre del 2010 e successivamente condannato con sentenza della Corte di Appello di Palermo del 23 luglio 2018 a otto anni e 4 mesi di reclusione per aver partecipato alle attività criminali della famiglia mafiosa di Carini, costituendo un punto di riferimento di quel territorio per le questioni legate al pagamento del ‘pizzo’ e per aver messo a disposizione un proprio fondo per seppellire i cadaveri di Giovanni Bonanno e Bartolomeo Spatola, nonché per aver partecipato alla commissione di gravi fatti di sangue nel territorio di Carini.

Successivamente, dopo esser stato sottoposto, il 2 dicembre del 2016, alla misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Tribunale di Palermo, il 29 gennaio del 2020 è stato condannato dalla Corte di Assise di Palermo, in concorso con Vincenzo Pipitone, Giovanbattista Pipitone e Antonino Di Maggio all’ergastolo per il duplice omicidio di Antonino Failla e Giuseppe Mazzamuto, commesso nel 1999 su ordine di Salvatore e Sandro Lo Piccolo che li ritenevano responsabili della scomparsa di un loro familiare eliminato con metodo della cosiddetta lupara bianca.

E’ stata disposta la confisca di un cospicuo patrimonio costituito da 13 beni immobili tra fabbricati e terreni; 22 veicoli tra auto, motocicli, autocarri, mezzi speciali e rimorchi;5 imprese attive principalmente nel campo edile e delle costruzioni (Impresa individuale Cataldo Salvatore, società Nuova Costruzioni di Sparacio Rosalia & C. s.a.s., D.C.C. s.r.l., GIVI Costruzioni s.r.l., 4Morsi Snack & Bar), nonchè svariati rapporti finanziari.

Tra gli immobili confiscati vi è anche un ampio appezzamento di terreno, già lottizzato, nel comune di Carini sul quale, secondo la convenzione stipulata con l’Ufficio Tecnico del comune, in adesione al progetto redatto ed approvato, avrebbe dovuto sorgere un complesso immobiliare composto da 12 ville bifamiliari e due ville quadrifamiliari.

All’individuazione di quest’ultimo bene si è giunti, in particolare, a seguito di una attività di analisi ed approfondimento svolta dall’Ufficio Misure di Prevenzione Patrimoniali su alcuni documenti rinvenuti in fase di esecuzione del primo decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Palermo che ha svelato l’esistenza di un grosso affare immobiliare concluso tra Salvatore Cataldo, prima del suo arresto e gli eredi di Pietro Vitale, detto, nato a Cinisi ed emigrato in America e divenuto boss della Detroit partnership a partire dagli anni 70 fino alla sua morte, avvenuta nel 1997 per cause naturali.

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