Il neo direttore generale del Policlinico di Messina ed ex deputato europeo Salvatore Iacolino è indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata.
Corruzione e presunti legami con la mafia, indagato Salvatore Iacolino
In Sicilia in corso una nuova inchiesta per corruzione, che ha portato oggi a due arresti, tra cui un dirigente regionale. La Procura guidata da Maurizio de Lucia ha disposto una serie di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici di Salvatore Iacolino. Secondo l’accusa Iacolino avrebbe agevolato il boss Carmelo Vetro di Favara (Agrigento). Naturalmente le indagini sono ancora in corso e quindi vige il principio di presunzione d’innocenza.
Il neo direttore generale del Policlinico messinese sarà interrogato venerdì prossimo. Gli inquirenti gli hanno notificato oggi l’invito a comparire davanti ai pubblici ministeri. In corso perquisizioni nelle sue abitazione di Palermo e Agrigento.
Le accuse
Iacolino, secondo la Procura di Palermo, avrebbe agevolato al boss favarese Carmelo Vetro incontri con importanti funzionari regionali come la vicepresidente della commissione Antimafia siciliana Bernardette Grasso, ma anche con il capo del Dipartimento della Protezione civile siciliana, Salvatore Cocina.
Secondo la Procura di Palermo, Iacolino, da direttore generale della Pianificazione strategica dell’Assessorato alla Salute avrebbe sollecitato i vertici amministrativi dell’Asp di Messina su procedimenti amministrativi indicati dal favarese Vetro, suo compaesano. In cambio, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto finanziamenti per campagne elettorali e promesse di assunzioni di lavoratori. Questa mattina gli investigatori hanno perquisito la sua abitazione e gli uffici.
Secondo il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia, l’aggiunto Vito Di Giorgio e i sostituti Bruno Brucoli, Gianluca De Leo e Maria Pia Ticino, che coordinano l’ultima inchiesta su mafia e corruzione nella sanità, il manager Salvatore Iacolino avrebbe quindi messo a disposizione della famiglia mafiosa di Favara il potere e le relazioni costruiti negli anni in cui è stato dirigente generale del Dipartimento per la pianificazione strategica dell’Assessorato regionale e, ancora prima, parlamentare europeo eletto con Forza Italia.
A beneficiare del suo aiuto sarebbero stata la “Arcobaleno impresa sociale srl” di un imprenditore vicino a Vetro, Giovanni Aveni, che lavora con l’Asp di Messina, e la “An.sa Ambiente”.

