Magistratura, Amara parla del pm Capristo sull'ex Ilva - QdS

Magistratura, Amara parla del pm Capristo sull’ex Ilva

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Magistratura, Amara parla del pm Capristo sull’ex Ilva

venerdì 11 Giugno 2021 - 06:32

Nell'interrogatorio di garanzia, l'avvocato siracusano ha detto ai giudici di Potenza "Farlo diventare procuratore di Taranto non era mio interesse". Oggi parla Capristo. Tirata in ballo la Casellati

“No, non era mio interesse che Carlo Maria Capristo diventasse procuratore di Taranto. Semmai era interesse di altri”.

E’ questo uno dei passaggi più significativi messi a verbale dall’avvocato Piero Amara durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Antonello Amodeo svoltosi ieri.

Per due ore, presenti anche il Procuratore della Repubblica di Potenza, Francesco Curcio, e il sostituto Giuseppe Boriello, l’avvocato siracusano – come riferito dai suoi legali, Salvino Mondello e Francesco Montali – ha “risposto ampiamente” a tutte le domande che gli sono state poste nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione in alcune vicende giudiziarie di Trani e dell’ex Ilva di Taranto.

“Sponsor” di Capristo

L’attenzione del gip Amodeo si è focalizzata sul presunto scambio di favori con Capristo che – secondo l’accusa – sarebbe stato sponsorizzato dall’avvocato e dal poliziotto Paradiso per ottenere il ruolo di Procuratore di Taranto.

“Quella nomina – ha risposto Amara – serviva sicuramente più ad altri”, escludendo quindi “l’accordo corruttivo” di cui è accusato.

Al magistrato potentino Amara ha inoltre raccontato di aver ricevuto dall’ex Ilva “solo” due incarichi, in un caso nel procedimento per la morte di un operaio, di certo “molto meno remunerativi” di quelli che aveva in quel periodo come legale dell’Eni.

Ovviamente, l’interrogatorio non poteva non toccare le vicende del Csm: Amara avrebbe fatto riferimento alle vicende di un “sistema” che lui stesso aveva già illustrato in altre inchieste e quindi secretate, ma che non avrebbero riguardato la Procura di Taranto.

Tirata in ballo la Casellati

A proposito del Consiglio superiore della Magistratura, poche ore dopo il termine dell’interrogatorio di garanzia di Amara, il Procuratore Curcio ha diffuso un comunicato nel quale ha sottolineato che “non è confermata la circostanza che l’allora componente del Csm, Elisabetta Casellati, abbia avuto un incontro diretto e personale con l’avvocato Amara”.

In videoconferenza dal carcere militare di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), si è invece avvalso della facoltà di non rispondere il poliziotto Filippo Paradiso, definito nell’ordinanza del gip il “relation man” dell’avvocato siciliano.

Oggi sarà sentito Capristo

Oggi, invece, toccherà a Capristo, per il quale è stato disposto l’obbligo di dimora, e all’avvocato di Trani Giacomo Ragno e a Nicola Nicoletti, consulente dell’Ilva in amministrazione straordinaria dal 2015 al 2018, che si trovano ai domiciliari.

Amara da tre giorni è detenuto nel carcere “Antonio Santoro” del capoluogo lucano.

“Non è sotto shock”, hanno risposto ai giornalisti i suoi legali, che nei prossimi giorni potrebbero chiedere un’attenuazione della misura cautelare.

Di certo l’avvocato “non immaginava” che l’inchiesta di Potenza avrebbe potuto portarlo in carcere.

“Con Paradiso – ha detto l’avvocato siciliano al centro di altre inchieste sulla magistratura – siamo amici, ma non gli ho fornito alcuna utilità”.

Ha ammesso però di avergli pagato “qualche biglietto aereo o qualche cena”.

Tesi confermata anche dal legale del poliziotto, “che – ha evidenziato l’avvocato Michele Laforgia – è molto provato. Comunque la relazione con Amara è agli atti, ma questo non vuol dire che ci sia qualcosa di illecito”.

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