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Malagò:”Compattare il sistema, riforme e dialogo con la politica”

Malagò:”Compattare il sistema, riforme e dialogo con la politica”

“Sul CT non ho parlato con nessuno, da adesso ci pensiamo”

Roma, 22 giu. (askanews) – Compattare la squadra, impostare un nuovo discorso tecnico e sportivo e riaprire il confronto con la politica. Sono queste le priorità indicate da Giovanni Malagò nel corso della conferenza stampa dopo la sua elezione alla guida della Federcalcio.

“Compattare la squadra, hanno tutti una discreta personalità. C’è da impostare un discorso tecnico e sportivo, da ripristinare un rapporto con una parte della politica”, ha detto Malagò, sottolineando la necessità di un approccio manageriale e di un confronto istituzionale più efficace. “La politica deve rispettare lo sport”, ha aggiunto, evidenziando la necessità di un dialogo strutturato.

Sul piano elettorale, il neo presidente ha espresso soddisfazione per il risultato: “Sono arrivato al 69%, un 12% era dalla Lega Pro. Il risultato è importante. L’incidenza dei dilettanti è di un terzo che ha votato per me. Come si fa a non essere contenti?”. Ha inoltre precisato di non aver ancora affrontato il tema del commissario tecnico: “Sul CT non ho parlato con nessuno, da adesso ci pensiamo”.

Il primo Consiglio federale è fissato per il 1° luglio. “Tappa obbligata da statuto. Sul discorso tecnico, se ci sono elementi da portare nel consiglio si vedrà. Il tempo è clamoroso”, ha spiegato.

Sulle riforme, Malagò ha parlato di necessità di cambiamento: “Non è che ora si risolvono i problemi. Serve disponibilità a cambiare. Ho delle priorità, sennò non si fa nulla”.

Tema centrale anche quello del commissario tecnico ideale: “Il Ct deve abbracciare questo discorso. Non opterò per una figura diversa dalla mia visione, ma la deve sposare a pieno”.

Sul sistema complessivo: “Problema di uomini o di sistema? Entrambi. La situazione è ingessata: difenderò l’autonomia dello sport”.

Ampio passaggio sui giovani e sulle norme di settore: “Oltre il 40% dei giocatori del Mondiale non gioca nella nazionale in cui è nato. È inaccettabile il limbo dei passaporti nel calcio”. Sulle infrastrutture ha richiamato la sfida di Euro 2032: “Servono cinque stadi da consegnare, non possiamo fare brutta figura”.

Sul calcio femminile ha evidenziato le criticità del movimento: “Siamo a circa 45mila tesserate, la metà o meno rispetto a paesi simili. Mancano però le ASD e gli impianti”.

Capitolo multiproprietà e casi locali: “C’è una norma approvata, la materia è del Consiglio federale. Ho parlato con il sindaco, ma non è questa la priorità”.

Infine, sul rapporto con la politica sportiva: “Penso di avere i migliori rapporti con la politica, solo con alcuni non li ho. Ho un appuntamento con il ministro Abodi venerdì”.