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Dalla sporcizia protagonista dei tour turistici alle galline sgozzate, la malamovida tormenta Palermo: “Non se ne può più”

Dalla sporcizia protagonista dei tour turistici alle galline sgozzate, la malamovida tormenta Palermo: “Non se ne può più”
Piazza Sant’Anna, foto da profilo Facebook di Antonio Nicolao

La guida Alessia Polizzi al QdS.it: “I visitatori criticano la città, noi frustrati”. Nel centro storico anche episodi di macellazione clandestina

Immondizia, bottiglie di vetro e cattivi odori nelle piazze del centro storico di Palermo sono frutto della malamovida ma entrano, tra l’imbarazzo generale, anche a deturpare i tour turistici. Le zone, infatti, sono visitate da folti gruppi di turisti durante la settimana. Di certo non può essere questo il biglietto da visita del capoluogo siciliano ma le scene di degrado con i resti delle notti di baldoria, sono evidenti anche a piazza Sant’Anna, piazza Croce dei Vespri, pizza Rivoluzione, via Cantavespri e altre aree nel cuore della città.

La situazione è già incresciosa di per sé ma lo diventa di più quando il flusso turistico, secondo i dati dell’Osservatorio della Regione Siciliana, indica un trend decisamente positivo: nel periodo compreso tra gennaio e dicembre 2025 si sono registrati oltre 916mila arrivi e circa due milioni e 100mila presenze turistiche, con un incremento rispettivamente del 6,4% negli arrivi e del 7,3% nelle presenze rispetto all’anno precedente (fonte: Comune di Palermo). E nel 2026 il dato potrebbe anche essere migliore.

Il rammarico, però, è grande dato lo “spettacolo” offerto. Accanto alla bellezza storica e millenaria delle vie del grande centro storico, il degrado di una movida che viola costantemente le regole con sporcizia e odori sgradevoli diffusi.

La frustrazione delle guide turistiche, Polizzi: “I visitatori criticano la città”

Alessia Polizzi, guida turistica della Agt Palermo, che da anni accompagna gruppi di visitatori in giro per la città, contattata dal QdS.it sottolinea: “Siamo frustrati dal punto di vista professionale perché da anni facciamo appelli alle istituzioni ma non siamo ascoltati. E siamo anche costretti a raccogliere le aspre critiche dei turisti che si lamentano – giustamente – per il degrado a cui sono costretti ad assistere. In città come Granada, Siviglia e in Spagna generalmente, è prevista la pulizia delle strade della movida con getti d’acqua. Evidentemente qui non si fa con i risultati che sono evidenti. I visitatori parlano di una bella città ma troppo sporca. Questo fa molto male”.

Nicolao: “Uno sfregio continuo delle nostre piazze, non è più tollerabile”

A intervenire sulla questione è Antonio Nicolao, vicepresidente della prima circoscrizione: “Non se ne può più! Bisogna impedire a tutti i costi che le piazze storiche del centro si sveglino maltrattate, defraudate, sporcate, urinate e defecate. Continuare cosi, come se non ci fosse un domani e restare impassibili nel vedere le piazze sfregiate culturalmente e materialmente è un’offesa non più tollerabile. Per questo motivo mi appello alla sovrintendenza dei beni culturali chiedendo di adottare provvedimenti specifici per garantire il decoro e la conservazione dei siti”.

Le galline sgozzate in via Parrocchia dei Tartari

Ma al peggio non c’è fine. C’è da segnalare una situazione paradossale in via Parrocchia dei Tartari, non lontano da via Roma e strada quindi battuta anche dai turisti: da settimane i residenti assistono alla macellazione di galline. Scene strazianti, con strisce di sangue miste ad acqua.

“Ricevute diverse segnalazioni, inviato esposto alla polizia municipale”

Ne parla Nicolao che sottolinea: “Continuo a ricevere segnalazioni di residenti che raccontano di una pratica che si verifica in cortile Di Bella (vicino via Parrocchia dei Tartari) ovvero quella di assistere allo sgozzamento di galline. Premesso che, era stata chiamata la polizia municipale ma purtroppo le pattuglie erano tutte impegnate, Accertato che, questo rito è vietato dalla legge italiana (articolo 544 ter del codice penale, ndr). Condiviso che, è inaccettabile questa pratica effettuata tranquillamente alla luce del sole; ho inviato un formale esposto per denunciare questi episodi di macellazione clandestina al comandante della polizia municipale”. E chiude: “Domani dovremmo saperne di più”.

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