Al termine della giunta regionale straordinaria in cui il direttore del Dipartimento Protezione Civile Salvo Cocina è stato nominato commissario straordinario per l’emergenza in cui versa la Sicilia dopo il passaggio del ciclone Harry, il presidente della Regione Siciliana ha fatto il punto sulla situazione annunciando che la stima provvisorio prospettata in riunione è già salita a 740 milioni di euro. Una stima provvisoria e parziale, che tiene conto dei danni materiali e strutturali in prima ricognizione ma che esclude i danni indiretti che Renato Schifani non tralascia, sottolineando invece l’importanza di sostenere persone ed imprese che fanno parte del tessuto produttivo regionale. La stima sembra inoltre destinata a crescere e potrebbe facilmente raggiungere il miliardo di euro, in considerazione del fatto che appena ieri, mercoledì 21, la prima ricognizione attestava i danni intorno al mezzo miliardo di euro.
Le aree che hanno subito maggiori danni
La stima esatta ma provvisoria è al momento della conferenza stampa del presidente della Regione pari a 741.500.000. La costa ionica, dove si è abbattuto con maggiore forza l’effetto del ciclone, è quella che ha subito i danni più ingenti. L’effetto della mareggiata, con onde alte oltre 7 metri, ha devastato le province di Messina, Catania e Siracusa.
“Più che un evento meteo sembra essere stato un maremoto”, ha detto Salvo Cocina collegato con Palazzo d’Orleans da Catania. Oltre 200 milioni di euro di danni nel messinese, quasi 250 milioni nella provincia etnea, circa 160 milioni nel siracusano. Variano tra i 15 ed i 30 milioni di euro i danni stimati nelle altre province.
Lo stato di calamità naturale regionale e nazionale
“Ho davanti un’agenzia nella quale Luigi Pasotti, del Servizio agrometeorologico siciliano, sostiene che il ciclone Harry è stato il più violento degli ultimi anni; in assoluto il più violento che ha colpito la Sicilia, naturalmente”. Così Renato Schifani, provato dal lavoro svolto in questi giorni di calamità naturale e dalla prospettiva di quello che dovrà svolgere. Domani, dopo la visita del presidente della Repubblica già programmata a Palermo, il presidente della Regione effettuerà due giorni di visite nelle aree maggiormente colpite dal ciclone insieme al capo della Protezione civile siciliana Cocina.
“Ormai siamo passati dai grandi incendi, dovuti alle altissime temperature estive, ai cicloni ai quali sicuramente non eravamo abituati; è cambiato qualcosa, è evidente, e questo ne è la conferma”. Lo ha detto Renato Schifani riconoscendo “la mutazione dell’ecosistema”. Le misure immediatamente adottate nel corso della giunta, oltre alla nomina del commissario ad acta Cocina, riguardano la dichiarazione dello stato di calamità naturale regionale cui Schifani conta si aggiungerà quello nazionale. Oltre la Sicilia sono state infatti colpite dall’impatto di Harry la Calabria e perfino la Sardegna.
Subito 70 milioni per le prime emergenze
Schifani incontrerà quindi già a partire da domani pomeriggio persone e sindaci visitando e vedendo con i propri occhi cosa ha lasciato Harry sul suo cammino.
La richiesta di stato di calamità naturale nazionale al governo Meloni verrà trasmessa appena acquisita la completa documentazione relativa ai danni. “C’é stato raccomandato di essere molto completi nell’acquisire la documentazione relativa ai danni, perché poi anche il governo nazionale sarà chiamato a stanziare delle somme”, dice il presidente della Regione che in queste ore è in continuo contatto con Palazzo Chigi, con il ministro Nello Musumeci, Antonio Tajani e Matteo Salvini.
Quest’ultimo ha garantito ieri a Renato Schifani un “sono pronto a fare la mia parte”. Il vicepremier Tajani ha invece suggerito al presidente Schifani l’ausilio del fondo di solidarietà europeo. Renato Schifani dice che “è stato raschiato il fondo del barile”, ma che da questa attività sono state reperite risorse per 70 milioni di euro dei quali 50 immediatamente spendibili. Risorse della Regione, pronte per essere messe a terra sotto il coordinamento delle priorità che il commissario Cocina riterrà opportuno.
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