Mancano camerieri, cuochi, addetti di sala. Il problema, sollevato da varie associazioni tra cui Federalberghi, è riconosciuto anche dallo chef Carlo Cracco, secondo cui è necessario intervenire per evitare che i giovani continuino ad andare all’estero.
La carenza di personale è dovuta – ha spiegato ad una tavola rotonda nell’ambito dell’Assemblea di Federalberghi – a «vari problemi, non solo il reddito, la busta paga» piuttosto «al futuro che si offre al giovane». Se un cuoco e un addetto di sala che viene formato ha poi un’opportunità di carriera «questo è valore aggiunto, non tanto guadagnare 2-300 euro in più al mese». Conta la prosecuzione della carriere ma spesso sono figure poco considerate seppure «fondamentali».
«Fino a 10 anni fa non si sapeva cosa fosse un sommelier – ha fatto notare Cracco – siamo migliorati: ma manca programmazione nella formazione. La possibilità di dare di più non c’è perchè i costi sono insostenibili: per questo chiediamo la defiscalizzazione degli oneri contributivi, altrimenti i ragazzi vanno all’estero dove vengono pagati di più ed è più rapida la crescita professionale». I nostri ragazzi – ha fatto notare – sono i più bravi ma quando vanno fuori dell’Italia «non hanno motivo di tornare a casa».

