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Manifesto del Barolo di Serralunga 2023: energia, tensione, freschezza

Manifesto del Barolo di Serralunga 2023: energia, tensione, freschezza

“Oltre a Brunello, il confronto sia anche con Nerello Mascalese”

Milano, 21 set. (askanews) – Il Manifesto del Barolo Docg del Comune di Serralunga d’Alba 2023 è il ritratto condiviso del nuovo millesimo elaborato durante la quinta edizione del ‘Serralunga Day’, ospitata nella meravigliosa cornice del Villaggio Narrante di Fontanafredda a Serralunga d’Alba (Cuneo). L’edizione 2026 ha coinvolto 400 tra ristoratori e wine lover e, per la prima volta, ha aperto agli appassionati una delle degustazioni della giornata. Produttori, critica e professionisti del settore italiani e internazionali hanno messo a confronto i vini alla cieca per individuare, al di là delle differenze tra vigne, microclimi e interpretazioni aziendali, i caratteri capaci di restituire una fisionomia comune del Barolo di Serralunga.

Il Manifesto non esprime un giudizio sull’annata attraverso un punteggio, ma prova a raccontarla nella sua complessità, mettendo in relazione andamento stagionale, territorio e interpretazioni dei vignaioli. La sintesi del 2023 si concentra su quattro coordinate: ‘energia, ritmo, tensione sapida e godibilità’, che descrivono un millesimo dinamico, con una freschezza superiore alle attese e una struttura capace di coniugare accessibilità, profondità e prospettiva del tempo. La degustazione alla cieca è stata guidata dai MW Gabriele Gorelli e Andrea Lonardi, affiancati dalla critica enoica canadese Michaela Morris, e ha fatto emergere la capacità del millesimo di conservare vivacità dopo una stagione segnata da un avvio piovoso e umido, con una forte pressione delle malattie fungine, seguito dalla siccità e da importanti picchi di calore fino a settembre. Una successione che avrebbe potuto suggerire vini meno freschi, dinamici e più condizionati dalle difficoltà del ciclo vegetativo.

‘L’acino ha vissuto una continua alternanza tra l’essere riempito dalla pioggia e svuotato dalla siccità, una successione che sottopone la pianta a stress e che avrebbe potuto farci immaginare, per dirla in maniera molto semplice, un risultato più piatto’ ha spiegato Gorelli ad askanews, ma ‘sarà per i suoli, sarà per la maestria di chi ha deciso con grande precisione quando vendemmiare, questi vini hanno mostrato non soltanto una freschezza inaspettata ma anche una sua particolare combinazione con il tannino. Non è un tannino immaturo – ha proseguito Gorelli – perché la vendemmia non è stata anticipata ma si è svolta, mediamente, in un periodo classico’. È proprio questa combinazione a rappresentare, nella sua lettura, uno degli elementi più interessanti del 2023. ‘Hai freschezza e un tannino maturo ma non levigato, piuttosto un po’ più rugoso e giocoso’ ha continuato il MW, sottolineando che ‘la vera sorpresa è stata trovare vini che, nonostante non fosse stata un’annata costantemente calda, ma comunque segnata da importanti picchi di calore, hanno mostrato questa reattività nel bicchiere’.

Nel Manifesto i produttori hanno parlato di ‘una freschezza inaspettata’, spiegando che ‘le difficoltà climatiche si sciolgono in un’eleganza dove la tensione diventa verve e la materia trova equilibrio e sapidità’. Nella loro lettura ‘la forza del territorio si esprime senza opulenza o muscolarità eccessive’, mentre ‘la struttura è precisa, guidata da una spiccata succosità e da tannini materici e croccanti’. Sergio Germano, presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, individua nello stesso equilibrio uno dei tratti più convincenti del millesimo. ‘Dall’assaggio dell’annata 2023 della Menzione del Comune di Serralunga si è visto un ottimo bilanciamento tra mineralità e salinità, accompagnate da una rotondità dei tannini decisamente già interessante, senza perdere freschezza’ ha raccontato ad askanews, sottolineando che ‘sono vini la cui godibilità è piuttosto precoce, e questo è un elemento favorevole, perché quando un vino è buono deve essere buono da subito e, con la freschezza che ha dimostrato, avrà sicuramente anche un buon potenziale di invecchiamento’. Germano separa con chiarezza il contributo dell’annata da quello che considera un carattere del luogo: ‘Credo che la salinità e la mineralità siano caratteri abbastanza tipici della Formazione di Lequio (composta da marne argillose e sabbie, ndr), che interessa gran parte del territorio di Serralunga. Se invece devo individuare ciò che appartiene più specificamente all’annata 2023, direi l’armonia, la dolcezza e l’approcciabilità del tannino’.

Le singole interpretazioni restano differenti. Alcuni vini richiedono maggiore attesa, mentre altri mostrano già una disponibilità più immediata. I vignaioli individuano ‘energia e piacevolezza di beva’ senza sacrificare ‘profondità e longevità nel tempo’. Anche sul piano aromatico non emerge un modello unico: descrivono ‘profumi riservati, dal tocco mediterraneo, e disponibili al concedersi nel tempo’, con note di rosa e viola affiancate da richiami agrumati, carnosi e di erbe officinali. Microclimi, suoli e scelte produttive in campagna e in cantina continuano quindi a distinguere i vini all’interno di una fisionomia riconoscibile. La Menzione comunale individua i caratteri condivisi dai vini di uno stesso Comune, oltre le differenze tra le singole Menzioni geografiche aggiuntive (Mga). Nel caso di Serralunga, aiuta a riconoscere un’identità territoriale comune prima di entrare nel dettaglio dei diversi cru. Per Germano, la dimensione comunale è utile per ‘trovare un trait d’union tra le 39 Mga, che hanno esposizioni e conformazioni diverse, per individuare un’identità complessiva del territorio. È un lavoro che credo abbia senso fare anche negli altri Comuni, perché le menzioni comunali possono rappresentare un primo livello di conoscenza per chi si avvicina al ‘Barolo’. Le Mga richiedono già un interesse e una conoscenza più approfonditi, mentre la Menzione comunale può offrire al consumatore una prima indicazione e stimolare la curiosità’ ha spiegato, legando questo percorso anche alla conoscenza concreta dei luoghi. ‘Se il consumatore, l’appassionato, va a Serralunga vede un castello, se va a Castiglione Falletto ne vede un altro, se va a La Morra trova il Belvedere, se va a Novello c’è un altro castello: sono luoghi diversi, che può imparare ad associare anche al gusto dei rispettivi territori. Da questa curiosità può poi arrivare alle Mga e, soprattutto, conoscere e amare il ‘Barolo’ in modo più profondo’.

Dopo un doveroso momento dedicato al rapporto tra viticoltura, lavoro e comunità, nel ricordo di Carlo Petrini, a cura di Luca Martinotti, vicepresidente di Slow Food Italia, e dell’attore Paolo Tibaldi, co-autore dell’ultimo libro di Petrini, ‘Vite di Langa’, l’altro asse centrale della giornata ha portato, per il secondo anno consecutivo, lo sguardo verso Montalcino (Siena). La masterclass ‘Il potenziale del tempo: due rette parallele che con il tempo convergono’ ha messo fianco a fianco 14 ‘Barolo’ provenienti dai principali cru di Serralunga d’Alba e 14 ‘Brunello di Montalcino’, attraverso una successione di annate arrivata fino agli anni Novanta, per osservare come vini costruiti su identità molto marcate affrontino lunghi periodi di evoluzione. Per Gorelli il valore di questo esercizio è ‘inestimabile: in questa degustazione sono emerse situazioni diverse, il Brunello ha mostrato uno stile più aperto, meno preciso, un po’ più pieno ma meno centrato. Quando siamo partiti, con l’annata 2018, non avevamo trovato a Serralunga una situazione così florida, bella e omogenea nella sua positiva disomogeneità, cioè nella diversità degli stili e dei siti. C’erano oggettivamente – ha chiarito – alcune deviazioni e qualcosa da mettere a punto’. ‘Il solo fatto di confrontarsi tra produttori, inizialmente soltanto di Serralunga e poi anche con produttori che cercano gli stessi consumatori, vendono sugli stessi mercati e hanno più o meno gli stessi prezzi medi – ha chiosato il MW – rappresenta un forte stimolo per entrambe le parti’.

Dal canto suo, Giacomo Bartolommei, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, ha evidenziato ad askanews che ‘con Barolo ci accomuna il paesaggio di colline coltivate, dove niente è lasciato al caso. Per questo vedo qualcosa di più di un semplice confronto: parlerei di due territori che, pur nelle loro differenze, possono intersecarsi. Se uno dice Italia, dice soprattutto Barolo e Montalcino’ ha detto Bartolommei, rimarcando che ‘del Barolo vorrei qualche anno di storia in più. Sulla storia non si può barare e quello che possiamo imparare dal Piemonte è la capacità di leggere il vino attraverso una storia più lunga. Occasioni come questa – ha concluso – sono utili perché permettono di mettere in comune esperienze diverse, soprattutto in una fase complessa come quella che stiamo vivendo’. Riprendendo una riflessione di Oscar Farinetti, secondo cui il vino è passato da bisogno a desiderio, il presidente del Consorzio del Brunello ha osservato che ‘una parte di responsabilità ce l’abbiamo anche noi produttori, ma ci sono state correnti esterne che hanno contribuito a modificare la percezione del vino: è anche per questo che oggi il dialogo tra Denominazioni può essere utile’.

‘Il ‘Serralunga Day’ è cresciuto assieme alla comunità dei produttori e oggi rappresenta un appuntamento capace di raccontare il territorio attraverso i suoi vini, ma anche attraverso le persone e le relazioni che ne costruiscono l’identità. Il rapporto con Montalcino consente di mettere in relazione due realtà differenti ma accomunate da una forte identità produttiva’ ha commentato Andrea Farinetti, terzogenito di Oscar e dal 2020 vigneron alla guida di Fontanafredda, spiegando che ‘vogliamo continuare a far crescere questo momento di confronto, mettendo in relazione produttori, professionisti, stampa e appassionati e creando occasioni per raccontare il valore e la complessità delle nostre comunità del vino, oltre la singola annata’.

Il confronto potrebbe ora allargarsi a un terzo territorio. Andrea Lonardi ha proposto di coinvolgere l’Etna con il Nerello Mascalese accanto al Nebbiolo di Serralunga e al Sangiovese di Montalcino. Gorelli considera l’ipotesi concreta e coerente con il lavoro avviato. ‘Creare queste relazioni è importantissimo perché ci mettono in relazione con il mondo del vino di qualità, sia nel contesto di Serralunga sia in quello di Montalcino. Reciprocamente danno sostegno e accrescono la consapevolezza e per questo credo sia fondamentale continuare’ ha affermato Gorelli, sottolineando che la proposta di Lonardi ‘di mettere in relazione quelle che considera tre tra le varietà più importanti, è una prospettiva tutt’altro che peregrina, anzi’.

Il ‘Portfolio Tasting’ ha riunito i produttori del Barolo del Comune di Serralunga d’Alba e una selezione di aziende di Montalcino, offrendo una lettura più ampia delle due realtà dopo le degustazioni dedicate al millesimo e all’evoluzione nel tempo. Sul versante di Serralunga hanno partecipato Alessandro Rivetto, Angelo Negro, Anselma, Cantina del Nebbiolo, Cascina Adelaide, Ca’ Rome’, Damilano, Domenico Clerico, Ettore Germano, Ferdinando Principiano, Fontanafredda, Franco Boasso, Garesio, Giovanni Rosso, Luigi Baudana, Luigi Vico, Mauro Veglio, Palladino, Paolo Manzone, Pico Maccario, Podere Gagliassi, Tenuta Cucco, Tenuta Rocca, Villadoria e Vite Colte. Da Montalcino sono intervenuti Argiano, Banfi, Camigliano, Caprili, Carpineto, Casanuova delle Cerbaie, Col d’Orcia, Corte Pavone, Croce di Mezzo, Ferrero, La Fortuna, Palazzo, Podere Brizio, Poggio Antico, Querce Bettina, Tassi e Uccelliera.

La quinta edizione si è chiusa con la charity dinner ‘Serralunga meets Montalcino in Magnum’, ospitata nel Garden del Lago di Fontanafredda, il cui ricavato è stato devoluto all’Accademia della Vigna, bel progetto locale rivolto alla formazione e alla crescita professionale di chi lavora nei vigneti, con attività dedicate alla qualificazione del lavoro, all’autonomia professionale e alla sostenibilità sociale del territorio.