Dopo l’uscita a sorpresa da Fratelli d’Italia e i mesi passati a escludere – salvo poi essere smentito dalle stesse carte giudiziarie – di essere l’Uomo 6 che compare nell’inchiesta su Gaetano Galvagno, Manlio Messina è tornato a riprendersi la scena in grande stile.
Il parlamentare nazionale, carica che ha mantenuto dopo aver avanzato l’ipotesi di lasciare non solo il partito di Giorgia Meloni ma addirittura Montecitorio, è sulla bocca di tutti in Sicilia per l’annuncio di una nuova compagnia aerea che dovrebbe essere lanciata nei prossimi mesi, ma di cui a distanza di giorni si continua a sapere poco.
Le informazioni finora sono arrivate a spizzichi e bocconi dallo stesso Messina, ritrovatosi nei panni di imprenditore e influencer allo stesso tempo.
“Quante volte avete detto i biglietti costano troppo? A breve potrete smettere di dirlo e cominciare a volare siciliano”, è stato l’annuncio del parlamentare sui social. Di tutto il resto non si sa molto, a parte il nome che dovrebbe comparire sulle fusoliere nel caso in cui arrivasse, perché al momento non c’è, l’autorizzazione al volo da parte dell’Enac: Etna Sky.
Dove vige il più assoluto riserbo, anche se qualche nome inizia a circolare, è sulla composizione della compagine sociale. Chi sono gli imprenditori pronti a mettere le mani nel portafogli per lanciare la sfida ai colossi dell’aviazione low cost.
Nei giorni scorsi a esprimere perplessità sulle pagine de La Sicilia sono stati due siciliani che con il trasporto aereo ci hanno avuto a che fare: l’ex patron della Windjet, Nino Pulvirenti, e Luigi Crispino, a capo del progetto Aerolinee Siciliane.
Giorni di ricerca
Quando tra le chat è iniziato a circolare il link che rimandava al post pubblicato da Messina, a cui il giorno dopo è seguito anche un video in cui, in giacca e cravatta, il parlamentare catanese ha garantito che il progetto è solido e stigmatizzato il comportamento di chi sui social si è lasciato andare a ironie e perplessità, a Catania e non solo è iniziata la ricerca sul registro imprese per capire chi siano i soci di Etna Sky.
Non sono mancate le coincidenze curiose, come l’omonima Srl che a Mascalucia gestisce una casa di cura e che ha tra i proprietari anche due giovani che di cognome fanno Crispino.
Tra i risultati che vengono fuori ce n’è uno che riguarda invece proprio Messina. Il deputato nazionale, infatti, il 14 novembre ha costituito una società dal nome MaMa Adv, con oggetto sociale che spazia dall’attività editoriale, sia in forma stampata che multimediale e su internet, alla raccolta pubblicitaria e alle campagne di comunicazione.
Il capitale della nuova società è di 10mila euro di cui soltanto un quarto al momento versato. Messina detiene il 50 per cento delle quote, mentre la restante parte è di Matteo Rando, imprenditore a cui fanno riferimento una serie di agenzie di comunicazione e che dal 2023 è l’editore di fatto del quotidiano on line MeridioNews.
L’atto costitutivo della MaMa Adv è stato firmato davanti a Luca Songiorgio, notaio ma anche neo-assessore al Comune di Catania. La nomina per Sangiorgio, esponente di Fratelli d’Italia, è arrivata pochi giorni dopo avere visto nascere la neo-società del duo Messina-Rando.
Parentele eccellenti
Oltre alla diffusa presenza nel panorama della comunicazione, Matteo Rando è noto anche per essere fratello di Santi, l’ex sindaco di Tremestieri Etneo, condannato in primo grado a otto anni per avere commesso il reato di voto di scambio politico-mafioso nell’ambito di un’inchiesta che ha portato allo scioglimento dell’ente locale.
L’anno scorso, Santi Rando venne arrestato in primavera nel blitz Pandora che ha fatto luce su un intreccio di relazioni tra politici, imprenditori ed esponenti della criminalità organizzata. A essere coinvolto nell’indagine è stato anche Luca Sammartino.
All’epoca assessore regionale nel governo Schifani, Sammartino è stato rinviato a giudizio per corruzione e il processo è ancora con rito ordinario. L’indagine portò Sammartino a essere sospeso dalla carica di assessore, ruolo che è tornato a ricoprire nei mesi scorsi mantenendo la delega all’Agricoltura.
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