PALERMO – Salgono a 16 le località balneari siciliane dove, nel 2026, sventolerà la Bandiera blu della Foundation for Environmental Education (Fee), organizzazione non governativa internazionale con sede a Copenaghen che, annualmente, certifica la qualità ambientale di spiagge e approdi turistici in 49 Paesi in tutto il mondo secondo 33 criteri ben precisi.
Bandiera Blu 2026 in Sicilia: le new entry Ispica e Lipari
Quest’anno la nostra regione battezza i rientri di Ispica, in provincia di Ragusa, e di Lipari, nelle isole Eolie (Messina), due in più rispetto all’anno scorso. A livello nazionale, tra conferme e new entry, l’Italia conta la bellezza di 257 località rivierasche premiate con il prestigioso riconoscimento (per complessive 525 spiagge, pari all’11,6% del totale mondiale), undici in più rispetto al 2025, quando la conta era stata di 246 litorali.
Nel complesso, sono 14 le nuove bandiere piantate da Nord a Sud, con tre Comuni fuoriusciti dall’elenco: San Felice Circeo (Lazio), Patù (Puglia) e Castrignano del Capo (Puglia).
Le spiagge Bandiera Blu nel Messinese
Per quanto riguarda la Sicilia, ancora una volta è la provincia di Messina a fregiarsi del maggior numero di Comuni dove potrà sventolare il vessillo della Fee. Oltre al capoluogo peloritano e alla già citata Lipari, figurano in lista i centri di Alì Terme, Nizza di Sicilia, Roccalumera, Furci Siculo, Santa Teresa di Riva, Letojanni, Taormina, Tusa.
Bandiere Blu nel Ragusano: Modica, Pozzallo, Scicli e le altre
Un’altra fetta importante di Bandiere blu è poi dislocata lungo il litorale della provincia di Ragusa: Modica, la già citata Ispica, la stessa Ragusa – che può vantare un accesso al mare privilegiato con la frazione di Marina -, Pozzallo e Scicli. L’ultimo avamposto siciliano inserito nelle mappe della Fondazione è infine rappresentato dalla località di Menfi, nell’Agrigentino.
Sicilia e Bandiera Blu: miglioramento lento e rapporto difficile con il mare
A conti fatti, la nostra Isola riesce quindi a migliorare la propria performance, ma i due nuovi riconoscimenti conquistati nel giro di 12 mesi rappresentano comunque un piccolo palliativo per un territorio che vive da anni un rapporto complicato con il proprio mare.
Il paradosso: una Bandiera Blu ogni 9,8 km in Liguria, una ogni 102 km in Sicilia
Un esempio? La Liguria, la principale Regione italiana per numero di Bandiere Blu 2026 – ben 35 con gli ingressi di Andora e Taggia – presenta performance inarrivabili per la Sicilia e si configura come modello virtuoso di valorizzazione ambientale e sostenibilità. E proprio nel paragone tra l’Isola e la prima della classe che si consuma il grande paradosso.
La nostra regione, tra isola maggiore e arcipelaghi, conta complessivamente 1.637 km di espansione costiera e, come ricordato da Arpa Sicilia, da sola “rappresenta il 22% dell’estensione costiera dello Stato italiano“. Tuttavia, il numero dei riconoscimenti assegnati al territorio rimane relativamente basso. Di contro la Liguria, con una linea di costa di 345 km circa (un quarto di quella siciliana), riesce a ottenere un numero di spiagge Bandiera Blu più che doppio rispetto ai vessilli attribuiti alla Sicilia.
Costa siciliana e qualità del mare: il confronto con Liguria e Abruzzo
In parole povere, se in Liguria vi è una Bandiera blu ogni 9,8 chilometri di costa, in Sicilia sventola un drappo della Fee ogni 102,3 km. La Sicilia risulta indietro anche rispetto ad altre regioni con linea di costa decisamente inferiori. L’Abruzzo, con appena 133 km di litorale, ha confermato anche per il 2026 le 16 bandiere dello scorso anno: ciò significa un vessillo blu ogni 8,3 chilometri. Per la nostra Isola, dunque, rimane ancora tanto da fare per riuscire a ritagliarsi un posto al sole nel panorama costiero del nostro Paese.

