Milano, 27 giu. (askanews) – La vignaiola Marinella Camerani festeggia quarant’anni di lavoro con il libro “Radici Scoperte”, firmato da Fabio Piccoli, e con l’uscita di un “Amarone della Valpolicella 2015” in edizione limitata di Corte Sant’Alda, scelto come vino celebrativo dell’anniversario. Il traguardo riguarda una delle figure più riconoscibili della Valpolicella, legata da decenni a un’idea di viticoltura fondata su biodiversità, rispetto della terra e fedeltà al territorio.
Il volume dedicato a Camerani si colloca tra ritratto personale e storia d’azienda. Fabio Piccoli, giornalista e osservatore del mondo vitivinicolo italiano, ricostruisce in 14 capitoli e 42 pagine il percorso di una produttrice che ha scelto la terra, la vite e il vino come centro della propria vita. Ne emerge una vicenda fatta di slancio, difficoltà, soddisfazioni e momenti di sconforto, letta attraverso l’esperienza di chi ha attraversato i cambiamenti della Valpolicella senza allontanarsi dal vigneto.
“Marinella rappresenta una delle espressioni più autentiche del rapporto tra uomo, territorio e vino. La sua storia è fatta di scelte coraggiose, di coerenza e di una straordinaria capacità di anticipare temi che oggi sono centrali per il settore” sottolinea Fabio Piccoli nelle pagine introduttive del libro.
Il quarantesimo anniversario passa anche attraverso un vino preciso: l’”Amarone della Valpolicella 2015″, indicato come annata simbolica e come sintesi del lavoro sviluppato nel tempo. La scelta dell’Amarone non è secondaria, perché il legame di Camerani con la Valpolicella e con questo vino attraversa l’intera storia della Cantina.
L’Azienda Camerani è una delle realtà storiche della vallata di Mezzane. Marinella Camerani ha avviato il progetto nel 1986, a 350 metri sul livello del mare, e oggi lo conduce assieme alla figlia Federica. L’azienda coltiva in regime biologico e biodinamico 22 ettari vitati tra Valpolicella Doc e Soave Doc, distribuiti su tre proprietà: “Adalia”, a pergola sul versante ovest della vallata, “Podere Castagné”, con vigneti che arrivano a 600 metri di altitudine, e “Corte Sant’Alda”, centro aziendale dove si trovano casa e cantina. Tutte le uve vengono raccolte a mano e vinificate in azienda. Anche le scelte di cantina definiscono il profilo produttivo. Per fermentazioni e affinamenti vengono utilizzati cemento, anfore, tini e botti di rovere, in una combinazione che tiene insieme tradizione e ricerca. A questa impostazione si affianca una visione agricola più ampia: nel tempo sono stati mantenuti circa 2 ettari di oliveto e 10 ettari di bosco, insieme con vitelli, pecore e animali da cortile, dentro un modello che lega il vino a un’idea estesa di azienda agricola.
Il percorso di Camerani viene da tempo associato al “vino in natura” in Valpolicella, con una produzione che unisce identità territoriale, sostenibilità e artigianalità. “Radici Scoperte” si inserisce in questa traiettoria con un linguaggio diverso da quello del vino ma coerente con lo stesso mondo: da una parte la parola scritta, che mette in ordine memoria familiare, lavoro quotidiano e rapporto con la terra; dall’altra un Amarone del 2015 assunto come testimonianza concreta di una storia costruita nel tempo.

