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Marineria Anzio: fermo pesca Tirreno prorogato, noi in ginocchio

Marineria Anzio: fermo pesca Tirreno prorogato, noi in ginocchio

Fino al 30 novembre, sindaco Anzio: ristorare armatori e equipaggi

Roma, 30 ott. (askanews) – La proroga di un mese del fermo pesca biologico nel mar Tirreno, valida fino al 30 novembre, rischia di mettere in ginocchio i pescherecci di Anzio, che proprio il primo novembre avrebbero dovuto riprendere il mare dopo settimane di sosta forzata. Un fermo che, denunciano le marinerie di Anzio, pesa sul comparto ittico locale, già messo a dura prova da rincari, manutenzioni e mesi di inattività. “È una notizia sconcertante – commenta Domenico Spina, comandante di un motopeschereccio di Anzio – In queste settimane abbiamo speso soldi e tempo per sistemare le barche. Eravamo pronti a ripartire, e invece ci dicono che dobbiamo restare fermi un altro mese”.

Il provvedimento riguarda le unità autorizzate all’uso di reti a strascico e attrezzi rapidi, comprese quelle impiegate nella cattura di gambero rosso e gambero viola, nelle aree marittime GSA 8, 9, 10 e 11. Durante questo periodo di interruzione obbligatoria sarà vietato pescare, sbarcare o anche solo movimentare il pescato nei porti del Tirreno.

Secondo quanto trapelato, rende noto la marineria, la proroga sarebbe dovuta al superamento del monte orario annuale di pesca. E il sindaco di Anzio, Aurelio Lo Fazio, commenta: “questa decisione, presa all’ultimo istante, mette a rischio le attività dei pescatori e l’intera filiera agroittica. Mi auguro che il ministro dell’Agricoltura intervenga per garantire ristori agli armatori e cassa integrazione agli equipaggi, ma serve soprattutto programmazione: il mare non può aspettare la burocrazia”.