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Masaf: Italia e 7 nazioni chiedono tutele e reciprocità su riso

Masaf: Italia e 7 nazioni chiedono tutele e reciprocità su riso

In riunione Agrifish sostenuta posizione italiana

Roma, 28 ott. (askanews) – Pieno sostegno alla posizione italiana in Agrifish da parte della alleanza dei produttori di riso europei (EURice), che ha dato prova di unità sostenendo la l’Italia che, nella riunione di ieri in Lussemburgo, ha chiesto di sfruttare l’occasione di revisione del Regolamento SPG per inserire clausole di salvaguardia realmente efficaci sul riso. Francia, Spagna, Portogallo, Ungheria, Grecia, Bulgaria e Romania, che fanno parte dell’Alleanza EURice, fortemente voluta dal ministro Lollobrigida per tutelare il settore risicolo europeo, hanno sostenuto unanimamente la posizione italiana.

“È significativo vedere che l’Italia, primo produttore di riso europeo con il 57% della superfice risicola dell’UE, abbia assunto un ruolo di guida tra le Nazioni europee. Da esportatori non ci opponiamo certo all’allargamento delle aree di libero scambio, ma non possiamo accettare che ci siano Paesi che possano avvantaggiarsi di regole di produzione che non garantiscono la qualità del prodotto e che non rispettano i diritti dei lavoratori. Oggi in Europa è stata data prova della nostra capacità di fare squadra a tutela degli interessi nazionali ed europei in un percorso che porti al raggiungimento della sovranità alimentare e della tutela della qualità dei nostri prodotti”, ha detto il ministro Lollobrigida.

Nel corso del Consiglio dei ministri europei dell’Agricoltura e della Pesca il sottosegretario di Stato Luigi D’Eramo ha posto al centro del dibattito la situazione particolarmente delicata del settore del riso, tra i più esposti alla concorrenza di produzioni di provenienza extra UE non sempre in linea con gli standard produttivi, ambientali e socioeconomici europei.

D’Eramo ha invitato il Consiglio a sfruttare in maniera corretta la finestra di opportunità offerta dalla revisione del Regolamento relativo al Sistema di Preferenze Generalizzate (SPG), introducendo una clausola di salvaguardia automatica realmente efficace, attraverso la determinazione di soglie realistiche per far scattare il meccanismo di salvaguardia. Il timore, infatti, è che i livelli delle soglie oggi in discussione rendano tale salvaguardia del tutto formale e mai operativa, privilegiando gli interessi commerciali dei Paesi Meno Avanzati a discapito dell’effettiva tutela della produzione unionale e della sicurezza alimentare europea.

“I livelli delle soglie in discussione nella revisione del Regolamento non garantiscono l’efficacia della salvaguardia a discapito della effettiva tutela della produzione UE e della sicurezza alimentare europea”, ha concluso D’Eramo.