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Masi a “California Agribusiness Executive Seminar” a Università di Davis

Masi a “California Agribusiness Executive Seminar” a Università di Davis

Prima Cantina Ue invitata a presentare il suo modello di governance

Milano, 11 mar. (askanews) – Masi Agricola, società quotata nell’Euronext Growth Milan e tra i leader italiani nel settore vitivinicolo. è stata ospitata, al California Agribusiness Executive Seminar (“CAES”) organizzato dall’8 al 10 marzo scorsi a Sonoma dall’Università di Davis, importante centro accademico internazionali nel campo dell’enologia e dell’economia agraria. Masi è stata la prima azienda produttrice europea dell’agribusiness, dalla prima edizione del seminario nel 1989, a essere chiamata a presentare la propria case history davanti a una platea composta da imprenditori e Ceo delle più importanti aziende americane del settore.

Il “CAES” è stato guidato da Rachael Goodhue, Faculty Director del Department of Agricultural and Resource Economics dell’Università di Davis, insieme a Ria DeBiase, Assistant Director. La case history oggetto di dibattito è stata elaborata e presentata da Bodo Steiner, professore di economia alimentare e gestione aziendale presso il Dipartimento di Economia e Gestione dell’Università di Helsinki, che ha fornito la cornice analitica per inquadrare il modello Masi nel più ampio dibattito sulla competitività e sulla sostenibilità dei sistemi agroalimentari.

Per l’azienda italiana è intervenuto l’Ad, Federico Girotto, che ha spiegato che questo invito “rappresenta per Masi un riconoscimento importante, perché ci ha consentito di portare in un contesto internazionale altamente qualificato il nostro modello di impresa vitivinicola, fondato sull’equilibrio tra patrimonio distintivo e visione di lungo termine tenendo conto delle positività, ma anche dei vincoli del legame con i territori espressi dalle denominazioni di origine”.

“In uno scenario di mercato sempre più complesso e volatile, ‘agilità’ non significa cambiare direzione, ma saper evolvere mantenendo coerenza strategica, integrando produzione, governance e presidio dei mercati, arricchendo il marchio di nuovi significati” ha proseguito Girotto, aggiungendo che “la nostra sfida è continuare a innovare restando fedeli all’heritage, trasformando la tradizione in un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo. In questa impostazione si inseriscono scelte fondamentali come la quotazione in Borsa e il progetto Masi Wine Experience. Peraltro, il confronto con i leader dell’agribusiness americano è stato un’opportunità preziosa per condividere esperienze e riflettere su modelli di crescita che coniughino solidità finanziaria e visione di lungo termine. In questo senso, il CAES offre un’occasione di dialogo tra sistemi produttivi diversi – ha concluso – ma accomunati dalle stesse sfide, e siamo stati onorati di contribuire con la nostra esperienza sul rapporto tra identità, governance e visione industriale: temi sempre più cruciali per il vino italiano”.

Il contributo di Masi si è concentrato su tre direttrici di riflessione sui temi cruciali dell’industria vinicola globale. La prima riguarda la capacità di mantenere agilità in mercati caratterizzati da volatilità geopolitica, pressione sui costi, cambiamento climatico e mutamento dei comportamenti di consumo. Il secondo tema riguarda l’evoluzione delle pratiche aziendali per sostenere la competitività. La capacità di coniugare tradizione e managerializzazione è fondamentale per rafforzare la resilienza e la presenza sui mercati internazionali, garantendo rapidità nelle decisioni e coerenza strategica. Infine, la gestione dell’identità di marca in un contesto globale in cambiamento.

La partecipazione al seminario si inserisce per Masi in un percorso di crescente visibilità e riconoscimento nel contesto nordamericano, mercato in cui l’azienda vanta una presenza consolidata da molti anni. L’azienda è stata, tra l’altro, recentemente al centro dell’attenzione di Wine Enthusiast, che ha premiato il presidente Sandro Boscaini con il “Lifetime Achievement Award of the Year”, per il suo importante contributo al settore.