Home » Askanews » MAT-B, l’architettura italiana che sfila a New York

MAT-B, l’architettura italiana che sfila a New York

MAT-B, l’architettura italiana che sfila a New York

Dalla piccola bottega romana alle fashion week internazionali

Milano, 21 set. (askanews) – C’è un’Italia del design che non ha bisogno di insegne monumentali per farsi notare. È quella dei piccoli marchi, dei laboratori indipendenti e delle idee capaci di attraversare i confini proprio perché difficili da incasellare. La storia di MAT-B Material Bag appartiene a questa categoria: un progetto nato in una piccola bottega romana e arrivato, in vista della primavera-estate 2027, sulle passerelle di New York e Londra.

Il debutto internazionale della collaborazione MAT-B × POET-LAB è avvenuto il 12 settembre 2026 alla Glass House di New York, nell’ambito della New York Fashion Week. Le borse hanno accompagnato alcuni look della collezione REMEMBER, diventando componenti architettoniche dell’immagine complessiva, accanto a capi scultorei e silhouette decostruite.

Il progetto è poi proseguito a Londra, dove POET-LAB ha sviluppato la propria identità creativa. Le due città hanno offerto ambienti diversi alla stessa conversazione: tra accessorio e abito, oggetto e corpo, memoria e trasformazione.

Il caso è anche una risposta alla falsa convinzione, ancora diffusa, che l’Italia possa imporsi soltanto attraverso i marchi affermati. Il caso MAT-B racconta qualcosa di diverso: oltreoceano colpisce ancora la capacità italiana di dare forma alle idee, soprattutto quando queste non si limitano a ripetere formule già conosciute.

Una materia non deve essere nuova per diventare desiderabile. Un oggetto non deve dimenticare il proprio passato per acquisire una nuova identità. E l’architettura, suggerisce MAT-B, non deve necessariamente restare dentro gli edifici: può diventare qualcosa da portare con sé.

Sulla piattaforma di giornalismo sociale Medium si descrive MAT-B come un marchio capace di portare “una visione distintamente architettonica del design italiano” sulla scena internazionale. Il salto avviene attraverso la collaborazione con POET-LAB, brand londinese fondato e diretto creativamente da Giuseppe Iaciofano, stilista italiano. Un incontro tra due percorsi indipendenti, uniti dalla sperimentazione, dalla trasformazione e dall’interesse per materiali capaci di assumere nuovi significati. Una borsa insomma come architettura portatile.

Alla base di MAT-B c’è il lavoro della designer Laura Iermano, formata come architetto. La borsa non viene quindi concepita come un semplice accessorio, ma come un oggetto autonomo, quasi una costruzione da indossare: forma, struttura, proporzioni e materia diventano elementi essenziali del progetto. Questa impostazione spiega l’identità del marchio. MAT-B non cerca di riprodurre l’idea convenzionale della borsa di lusso, ma sperimenta con costruzioni insolite e materiali non necessariamente associati alla moda. La borsa diventa così “un oggetto di design a tutti gli effetti”, si legge, capace di dialogare con il corpo e con l’abito invece di limitarsi a completarlo.

La sostenibilità, nel caso di MAT-B, non è soltanto una scelta produttiva. È un linguaggio creativo. Il marchio lavora con materiali recuperati e provenienti anche da contesti edilizi, trasformandoli in accessori contemporanei.

Il punto non è nascondere la storia originaria della materia, ma valorizzarla. Un materiale pensato per un’altra funzione può acquisire una nuova identità attraverso il progetto, la manifattura e l’immaginazione. In questa prospettiva, la sostenibilità coincide con una domanda molto attuale: il valore di un oggetto dipende solo dalla qualità della materia o anche dall’intelligenza con cui viene trasformata? MAT-B suggerisce la seconda risposta. E lo fa senza rinunciare all’estetica, dimostrando che innovazione e bellezza non sono necessariamente alternative.