Nei giorni di massimo fermento geopolitico globale, dopo Davos e con i telefoni delle massime cancellerie europee in compulsione, il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha assistito al convegno “Mediterraneo: Mare di pace?” nella magnifica quanto significativa basilica di Cefalù.
Aperto dai saluti di Concetta Militello, presidente della Fondazione Accademia Via Pulchritudinis, del sindaco di Cefalù Daniele Tumminello e del vescovo monsignor Giuseppe Marciante, il convegno promosso dalla Fondazione Accademia Via Pulchritudinis ha inteso affrontare una delle tematiche di più stringente attualità attraverso il contributo di studiosi e ricercatori provenienti da vari ambiti disciplinari.
Il ringraziamento del presidente
Sergio Mattarella ha deciso di accostarsi al pulpito, nella Basilica Cattedrale di Cefalù, soltanto per ringraziare alla fine del convegno. Ma lo ha fatto con passione e senza dimenticare nessuno.
“Un ringraziamento, innanzitutto, al vescovo per averci ospitato in questo inarrivabile, ineguagliabile spazio che è lo splendido duomo di Cefalù”.
La Basilica è stata la preziosa cornice di una riflessione lodata dal capo dello Stato che ha definito chiaramente quanto ha udito: “Vorrei a nome di tutti esprimere un ringraziamento molto grande alle relatrici: è stato un momento di vero godimento intellettuale. Non riprendo le innumerevoli sollecitazioni che sono emerse dalle relazioni, ma le portiamo dentro di noi e contengono una quantità di sollecitazioni ed indicazioni per riflettere ed adeguare comportamenti ed iniziative a quanto è stato espresso. È stato davvero un percorso che ha messo insieme storia, che non è il passato ma è lo svolgimento e quindi lega passato, presente e avvenire, ed è quella che ci è stato detto con chiarezza e profondità”.
I ringraziamenti di Sergio Mattarella sono stati rivolti anche “al vescovo di Palermo per la sua presenza, al sindaco ed a tutti i sindaci presenti” ed ultima ma non ultima alla presidente della Fondazione, Concetta Militello.
Il capo dello Stato spettatore silenzioso
Sergio Mattarella seduto in prima fila, ha ascoltato con grande attenzione gli interventi. Al suo fianco la figlia Laura. Intorno a lui la vicepresidente dell’Ars Luisa Lantieri, l’assessore regionale Francesco Paolo Scarpinato, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il vescovo di Palermo monsignor Corrado Lorefice ed una fitta schiera di fasce tricolore e deputati regionali. Nel suo intervento di apertura, Concetta Militello ha sottolineato che “questo saluto lo avrebbe dovuto svolgere monsignor Crispino Valenziano, presidente della Fondazione”, ma che “purtroppo le condizioni sue di salute non lo consentono”.
Tre donne in cattedra sulla storia del Mediterraneo
Gli esperti in cattedra sono tre donne, espressione di competenza, professionalità, lungimiranza. Sono le professoresse Emanuela Prinzivalli e Anna Foa dell’Università La Sapienza di Roma, rispettivamente docenti di Storia del cristianesimo e Storia moderna, e la dottoressa Micol Forti, direttrice del Museo Mart di Trento e Rovereto. Nella solenne sacralità della cattedrale normanna di Cefalù, le tre relatrici hanno proposto una lettura del Mediterraneo tra passato e presente, con uno sguardo alle possibili visioni del futuro come luogo di pace.
Il tempo della coscienza del sindaco di Cefalù
Dal sindaco di Cefalù, Daniele Salvatore Tumminello, non è mancato il riferimento al patrimonio di storia millenaria della basilica voluta da Ruggero II, all’emozione di partecipare al convegno e ancor più alla presenza del capo dello Stato. Soprattutto, il primo cittadino non ha risparmiato un pensiero ai siciliani che nei giorni scorsi hanno subito gli effetti devastanti del ciclone Harry.
“Il nostro tempo ci obbliga ad un forte impegno di coscienza”, ha detto con una citazione Tumminello spostando il proprio intervento sul tema oggetto del convegno.
Il sistema Mediterraneo
“Nelle pieghe del passato scopriamo le ragioni dell’essere qui e ora”, ha detto la professoressa Emanuela Prinzivalli, ricordando l’importanza del passato nella comprensione del presente anche sotto il profilo geografico. Il Mediterraneo è un “sistema”, difficile da riassumere in poche parole, secondo la docente di Storia del Cristianesimo. “Le piccole storie sono resilienti rispetto ad essa”, dice la professoressa Prinzivalli ricordando che la storia del Mediterraneo è stata scritta anche da commercianti e marinai sconosciuti ma “importanti quanto i grandi Re”.
La guerra attraverso l’arte
Anna Foa, docente di Storia moderna, ha posto in premessa l’attenzione sul cambiamento degli schieramenti che sta determinando gli eventi odierni.
“La pandemia non aveva quasi fatto in tempo a placarsi ed è venuta la guerra”, ha detto Foa. La professoressa dell’Ateneo La Sapienza ha messo brevemente in fila gli eventi del dopo pandemia, dall’Ucraina a Gaza e fino ai più recenti fronti di pressione militare e tensione geopolitica globale. La dottoressa Micol Forti, direttrice del Museo Mart di Trento e Rovereto, ha dettagliato un altro segmento della storia che ha determinato guerra e morte da una parte ma i presupposti per la pace ed il valore di essa dall’altra: il nazismo.
Da questa nefasta epoca, e partendo da Pablo Picasso, la direttrice del Mart ha tracciato la storia della guerra attraverso le opere di artisti che ne hanno rappresentato le atrocità. Da Rovereto a Cefalù, dalla Città della Pace con la sua monumentale campana realizzata fondendo le armi della prima guerra mondiale nel 1925 alla Basilica Cattedrale di Cefalù passando per la Porta di Mimmo Paladino a Lampedusa realizzata nel 2008, la dottoressa Forti ha unito con l’arte la ricerca di pace dell’intero Paese.
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