Roma, 22 gen. (askanews) – “Si avverte il dovere di fare in modo che si eviti che il percorso compiuto dalla comunità internazionale nei decenni che hanno fatto seguito alla seconda guerra mondiale venga dissolto, venga cancellato. Un percorso che è avanzato con molte lacune e con tanti difetti, ma è stato un percorso che però ha fatto avanzare la comunità internazionale. E’ un patrimonio da tutelare, un percorso da difendere, anche perché, in definitiva, si tratta di evitare che questo processo susciti una repentina e drammatica inversione verso la barbarie della vita internazionale”. Sergio Mattarella incontra i giovani diplomatici al Quirinale e torna a lanciare un allarme sugli equilibri internazionali messi pericolosamente a rischio dai conflitti e dalla tensioni che si moltiplicano intorno a noi.
Mentre in queste ore non lontano dai nostri confini, in Svizzera, a Davos, il presidente americano Donald Trump prova a ridefinire i rapporti internazionali tra minacce di dazi e dando vita nuovi organismi come quello del ‘board of peace’ per Gaza, il Presidente della Repubblica sollecita la nuova generazione di diplomatici ad “avere il coraggio di difendere posizioni di civiltà che il nostro paese interpreta e manifesta anche contro ostinazioni e posizioni difformi, di difendere il dialogo anche in epoca di contrapposizioni, di affermare i principi del diritto internazionale quando vengono disattesi o ignorati”.
Al Quirinale insieme ai vincitori del concorso per Segretari di Legazione – Corso Boris Biancheri Chiappori c’è il titolare della Farnesina, Antonio Tajani. L’ipotesi di un’adesione italiana al board of peace per Gaza è stata oggetto di una lunga riflessione nel governo e su cui la premier Meloni si è confrontata anche con il capo dello Stato registrando la piena condivisione di una linea di prudenza. Come ha spiegato anche oggi Tajani: “ci sono problemi di diritto costituzionale e se non si risolvono noi abbiamo dubbi seri sul fatto che si possa aderire”.
Sulla Costituzione e i suoi valori è tornato anche Mattarella: “Essere in diplomazia significa essere al servizio della Costituzione, dei suoi valori: pace, cooperazione fra i popoli, rispetto della dignità umana, tutela dei diritti fondamentali di ciascuno. Sono criteri non astratti ma concreti da sviluppare e tutelare continuamente, da assumere come orientamento per le vostre azioni, per le vostre vostre parole da diplomatici”.
In serata la premier partecipa al Consiglio europeo informale convocato subito dopo l’iniziativa dell’amministrazione americana nei confronti della Groenlandia. L’ordine del giorno recita: “recenti sviluppi nelle relazioni transatlantiche e delle loro implicazioni per l’Unione europea”. Suona perciò ancora più attuale l’indicazione data nel pomeriggio da Mattarella: “L’Unione europea riveste un ruolo centrale per la nostra vita internazionale, per la nostra attività diplomatica, l’azione dell’Italia è inscindibile da quella dell’Unione, tutelarne coesione, prestigio, forza, efficacia di posizioni è in realtà un’altra forma di tutela del nostro protagonismo, del nostro interesse nazionale, della nostra capacità di essere ascoltati nella vita internazionale”.

