Il Ministro Valditara risponde alle critiche sulla nuova Maturità. In un’intervista rilasciata al “Quotidiano Nazionale”, il ministro ha sottolineato che il livello di difficoltà non è stato abbassato. Secondo quanto riportato, sondaggi e social mostrerebbero studenti generalmente soddisfatti dell’Esame di Stato rinnovato, nonostante le polemiche iniziali. Valditara contesta il vecchio modello, ricordando situazioni paradossali: per esempio, a uno studente del liceo classico poteva essere mostrata la foto di un vulcano e gli veniva chiesto di costruire collegamenti interdisciplinari. Collegamenti spesso giudicati “forzati e privi di senso logico”. L’obiettivo dichiarato della riforma è proprio superare queste forzature, puntando su un esame più lineare, ma al tempo stesso più esigente e coerente con il percorso di studi.
Come cambia la Maturità 2026
La Maturità 2026 segue la struttura definita dal d.lgs. 62/2017, così come modificato dal d.l. 127/2025 e dalla legge 164/2025. La nuova architettura dell’esame punta a un equilibrio tra prove nazionali comuni e valorizzazione delle caratteristiche dei singoli indirizzi.
Le principali tappe dell’esame scritto sono:
- Prima prova scritta di Italiano, uguale per tutti gli indirizzi, fissata alle ore 8:30 di giovedì 18 giugno 2026;
- Seconda prova scritta sulle discipline caratterizzanti il percorso di studi (quindi diversa da liceo a tecnico, da professionale a indirizzi particolari);
- Terza prova scritta solo per alcuni casi specifici: sezioni EsaBac ed EsaBac techno, sezioni con opzione internazionale, scuole della Regione autonoma Valle d’Aosta e della Provincia autonoma di Bolzano, scuole con lingua d’insegnamento slovena in Friuli-Venezia Giulia
Le nuove commissioni
Anche le commissioni cambiano volto: da quest’anno assumono una composizione mista. Ogni commissione è formata da:
- un presidente esterno;
- due membri interni;
- due membri esterni.
Questa scelta, secondo l’impostazione della riforma, dovrebbe garantire un bilanciamento tra la conoscenza diretta degli studenti (portata dai docenti interni) e una valutazione più oggettiva (rafforzata dalla presenza dei commissari esterni).
Valutazioni più rigide: insufficienze, bocciatura e condotta
Un altro tema scottante riguarda il rigore nelle valutazioni finali. La riforma, sempre secondo quanto illustrato, stabilisce un criterio molto più netto per il passaggio all’Esame di Stato:
- con una insufficienza allo scrutinio finale si corre un serio rischio di bocciatura;
- con due insufficienze la bocciatura è automatica.
Questo significa che gli studenti devono arrivare al termine del quinto anno con una preparazione solida in tutte le materie, non solo in quelle che poi rientreranno nel colloquio orale. L’idea è scoraggiare il classico “studio selettivo” dell’ultimo periodo e spingere verso un percorso più equilibrato.
Cambia il peso della condotta
Cambia anche il peso della condotta. Il voto in comportamento incide:
- sull’assegnazione del credito scolastico;
- sugli adempimenti richiesti ad alcuni studenti.
In particolare, chi ha una valutazione del comportamento pari a sei decimi deve presentare un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, affidato dal Consiglio di classe. Un modo per legare la condotta non solo a un numero sul registro, ma a una riflessione concreta sulla cittadinanza responsabile. Attenzione anche a un altro aspetto: l’Esame di Stato è considerato validamente sostenuto solo se il candidato svolge tutte le prove, compreso il colloquio orale. Saltare una prova significa, di fatto, non aver concluso l’esame.
Come sarà l’orale della Maturità 2026
Il colloquio orale resta il momento più temuto (e atteso) della Maturità, ma viene ridisegnato in modo da risultare più strutturato e mirato. Si articola su quattro discipline, scelte in modo coerente con il percorso seguito dallo studente.
Durante l’orale, la commissione verifica:
- il raggiungimento del profilo educativo, culturale e professionale previsto per l’indirizzo;
- l’acquisizione dei contenuti e dei metodi specifici di ciascuna disciplina;
- la capacità di utilizzare e collegare le conoscenze in modo ragionato.
Non si tratta solo di ripetere, ma di saper argomentare in modo critico e personale. Un punto importante è la valorizzazione della responsabilità e dell’impegno dimostrati dallo studente in azioni considerate particolarmente meritevoli, a partire da ciò che emerge dal Curriculum dello studente.
Nel colloquio trovano spazio anche:
- le esperienze di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento), che lo studente deve saper raccontare e inquadrare;
- le competenze maturate nell’ambito dell’Educazione civica, sempre più al centro del giudizio complessivo
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