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Maturità 2026, ecco i crediti formativi che fanno lievitare il voto finale

Maturità 2026, ecco i crediti formativi che fanno lievitare il voto finale
Esami di maturità, foto Imagoeconomica

Analizziamo le attività riconosciute, la differenza sostanziale tra credito scolastico e formativo, le scadenze tassative per la presentazione della documentazione e come questi concorrono al calcolo dei fatidici 40 punti massimi di credito e agli eventuali 5 punti di bonus

È tempo di scrutini di primo quadrimestre ma gli alunni delle quinte classi degli istituti superiori pensano già agli esami di Maturità. Si avvicina l’esame di Stato e un peso importante nel voto finale è dettato dai crediti formativi.

Il voto alla Maturità 2026 non è soltanto una questione di studi per le prove scritte e per il colloquio orale, ma vuole essere un processo da costruire, mattone dopo mattoni già durante il triennio finale. Molti maturandi ignorano che attività svolte al di fuori delle mura scolastiche – come sport, volontariato o corsi di lingua – possono influenzare positivamente la media finale e, di conseguenza, il voto di partenza all’esame.

E dopo aver dato un’occhiata ad alcuni dettagli dell’esame di Maturità 2026, analizziamo, le attività riconosciute, la differenza sostanziale tra credito scolastico e formativo, le scadenze (improrogabili) per la presentazione della documentazione e come questi elementi concorrono al calcolo dei fatidici 40 punti massimi di credito e agli eventuali 5 punti di bonus.

La differenza tra crediti scolastici e crediti formativi

Il primo passo per comprendere meglio il sistema di valutazione della Maturità 2026 è fare distinzione tra credito scolastico e credito formativo. Questi due concetti sono stati spesso confusi ma con funzioni diverse.

Il credito scolastico è il punteggio numerico che ogni studente accumula alla fine del terzo, quarto e quinto anno, basato principalmente sulla media dei voti (incluso il voto di condotta). Questo punteggio costituisce il “patrimonio” con cui ci si presenta all’esame, per un massimo totale di 40 punti.

I crediti formativi, invece, derivano da esperienze maturate fuori dell’ambiente scolastico. È fondamentale capire che questi non si aggiungono matematicamente al credito scolastico in modo automatico (ad esempio, non è detto che un corso di nuoto valga un punto diretto).

La loro funzione è quella di integrare la media dei voti: se la media dello studente oscilla tra due fasce di punteggio o si trova in una posizione decimale intermedia, la presenza di crediti formativi documentati e validi spinge il consiglio di classe ad assegnare il punteggio massimo previsto per quella fascia, premiando l’impegno extrascolastico. In sintesi, le attività lontano dalle aule servono a massimizzare il rendimento della propria media voti.

Tabella crediti Maturità 2026 nel triennio

Per l’Esame di Stato 2026, il sistema di attribuzione dei crediti segue la normativa consolidata che assegna un peso specifico crescente agli ultimi tre anni di corso. Il totale massimo accumulabile è di 40 punti, così ripartiti:

  • Terzo anno (Classe III): massimo 12 punti di credito;
  • Quarto anno (Classe IV): massimo 13 punti di credito;
  • Quinto anno (Classe V): massimo 15 punti di credito.

Ogni media dei voti corrisponde a una specifica banda di credito. Ad esempio, nel quinto anno, una media superiore al 9 permette di ottenere 14 o 15 punti. È proprio qui che intervengono le attività extrascolastiche: se uno studente ha una media del 9.1, senza crediti formativi potrebbe vedersi assegnati 14 punti, mentre con la presentazione di attività valide il consiglio di classe è incentivato ad attribuire i 15 punti pieni.

Per essere ammessi all’esame è necessario aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale e avere una votazione non inferiore a sei decimi in tutte le discipline (o un voto di consiglio motivato).

Quali attività extrascolastiche danno crediti formativi

Giusto ricordare che non tutte le attività svolte nel tempo libero sono valide ai fini del credito.

La normativa nazionale fornisce delle linee guida, ma è il collegio dei docenti di ogni singolo istituto a deliberare i criteri precisi e le tipologie di esperienze ammissibili. Tuttavia, esiste un nucleo di attività che sono quasi universalmente riconosciute nelle scuole superiori italiane.

Certificazioni linguistiche e informatiche

Le competenze acquisite in ambito linguistico e digitale sono tra le più valorizzate. Per quanto riguarda le lingue straniere, non basta aver frequentato un corso: è quasi sempre necessario presentare una certificazione ufficiale riconosciuta a livello internazionale (come Cambridge, Trinity, Delf, Dele, Goethe) che attesti il raggiungimento di un livello specifico (solitamente dal B1 o B2 in su).

Stesso discorso per le certificazioni informatiche (come Icdl o Eipass) sono titoli validi per il riconoscimento del credito formativo: dimostrano il possesso di competenze digitali avanzate rispetto ai programmi curricolari standard.

Sport e crediti formativi: conta l’attività agonistica attestata

Lo sport è una delle voci più comuni tra i crediti formativi, ma attenzione: l’attività amatoriale in palestra o la partitella settimanale non sono sufficienti. Per ottenere il riconoscimento, lo studente deve praticare sport a livello agonistico presso società affiliate al Coni (Comitato olimpico italiano) o a federazioni sportive riconosciute.

La documentazione deve essere fornita dalla società sportiva su carta intestata, specificando il livello di impegno, la frequenza degli allenamenti e la partecipazione a gare o campionati federali.

Volontariato e impegno sociale: quando danno crediti

Anche l’impegno sociale è fortemente incentivato dalla scuola italiana. Le attività svolte in associazioni registrate, enti del Terzo Settore, Onlus, Croce Rossa o Protezione Civile sono titoli eccellenti per il credito formativo.

Anche in questo caso, è necessario un attestato ufficiale che indichi il tipo di servizio svolto e, soprattutto, il numero di ore dedicate. Un impegno sporadico di poche ore difficilmente verrà valutato positivamente; la continuità e la responsabilità assunta sono i parametri chiave valutati dai docenti.

Attività artistiche, corsi e lavoro estivo

Non finisce qui l’elenco delle attività valutabili. Presenti anche ambiti artistici e professionali. Gli studi musicali sono riconosciuti se svolti presso Conservatori o scuole di musica pareggiate e riconosciute. Corsi di primo soccorso, brevetti di salvataggio o patentini per l’arbitraggio sportivo sono altrettanto validi.

Infine, possono essere presentate esperienze lavorative (purché legali e documentate) svolte durante l’estate, a condizione che non coincidano con i percorsi di Pcto obbligatori, per evitare duplicazioni di valutazione.

Come e quando presentare la documentazione

La scadenza per la presentazione degli attestati e delle certificazioni è stabilita autonomamente da ogni scuola, ma generalmente si colloca entro il 15 maggio. È fondamentale controllare le circolari del proprio istituto fin dal mese di aprile.

La documentazione deve essere presentata in segreteria didattica o al coordinatore di classe, solitamente compilando un modulo specifico di richiesta attribuzione credito formativo, allegando le copie delle certificazioni. Documenti presentati in ritardo o incompleti non verranno presi in considerazione durante lo scrutinio finale.

Come ottenere i 5 punti bonus alla Maturità 2026

Ricapitolando: oltre ai 40 punti di credito scolastico e ai 60 punti delle prove d’esame (20 per il primo scritto, 20 per il secondo, 20 per l’orale), esiste la possibilità di ottenere fino a 5 punti bonus aggiuntivi. Questi sono assegnati a discrezione della commissione d’esame e non sono un diritto acquisito, ma un premio per l’eccellenza.

Per poter aspirare a questo bonus, il maturando deve soddisfare contemporaneamente due requisiti:

  • essere stato ammesso all’esame con almeno 30 punti di credito scolastico;
  • aver totalizzato almeno 50 punti complessivi nelle tre prove d’esame (scritti + orale).

Solo chi rientra in questi parametri può essere considerato per il bonus, che serve spesso a portare voti molto alti (come 95 o 96) verso il 100 o la lode.

Il ruolo del Pcto nel calcolo dei crediti

Spesso si crea confusione tra crediti formativi e Pcto (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento, ex Alternanza Scuola-Lavoro). Il Pcto è un obbligo curricolare e un requisito di ammissione all’esame (il monte ore deve essere completato secondo le norme vigenti), e la relazione sull’esperienza di Pcto è parte integrante del colloquio orale.

Tuttavia, le ore di tale percorso non generano credito formativo aggiuntivo perché fanno già parte del percorso scolastico ordinario valutato dai docenti. Solo le attività lavorative o formative svolte in aggiunta al monte ore obbligatorio del Pcto possono essere presentate come credito formativo extrascolastico.

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