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Vaccini buttati e green pass falsi, medico no vax arrestato

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Vaccini buttati e green pass falsi, medico no vax arrestato

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martedì 04 Gennaio 2022 - 20:50

I carabinieri hanno sequestrato i 73 certificati falsi ed eseguito 15 perquisizioni a carico di altrettante persone, oltre al sequestro di telefoni cellulari e altro materiale ritenuto utile alle indagini

E’ accusato di aver ritirato 120 dosi di vaccino contro il Covid e di averle poi gettate via. Un medico di medicina generale, convenzionato con l’Asur di Ascoli Piceno, è finito in carcere su ordinanza del gip con l’accusa di peculato e falso. Sempre secondo quanto emerso dalle indagini ha certificato 150 attestazioni di avvenuta somministrazione del vaccino a 73 persone, una delle quali è ora agli arresti domiciliari in quanto ritenuto l’intermediario tra il medico e pazienti che avevano ottenuto i falsi green pass.

I carabinieri hanno sequestrato i 73 certificati falsi ed eseguito 15 perquisizioni a carico di altrettante persone, oltre al sequestro di telefoni cellulari e altro materiale ritenuto utile alle indagini. A carico dei possessori dei falsi certificati è ipotizzato il reato di falso in concorso con il medico.

Da quanto si è appreso, il medico arrestato è indagato anche per tentata truffa ai danni dell’azienda sanitaria perchè avrebbe anche percepito degli emolumenti per la somministrazione delle dosi di vaccino. I carabinieri si erano insospettiti per l’alto numero di vaccinazioni eseguite dal medico rispetto ad altri colleghi convenzionati e per il fatto che molti di coloro che si sottoponevano all’inoculazione provenivano anche da località non delle Marche.

L’indagine dell’Arma, coordinata dalla procura di Ascoli Piceno, si è sviluppata tra settembre e dicembre dello scorso anno. Nel fascicolo dell’accusa, sono finiti anche riprese video e documenti utili a verificare se nelle ore successive al ritiro delle dosi vaccinali il medico le utilizzasse realmente ai pazienti.

La procura di Ascoli Piceno ha reso noto che le misure cautelari applicate, il carcere per il medico e i domiciliari per la persona ritenuta essere intermediaria, “sono state emesse in relazione alle esigenze di genuina acquisizione delle prove, mentre sono state previste misure minori, una volta soddisfatte le esigenze probatorie, riguardo al pericolo di reiterazione del reato”. Nei prossimi giorni le due persone saranno ascoltate dal gip, mentre le attività di indagine dei carabinieri sono ancora in corso per ricostruire “con esattezza” ogni aspetto della vicenda e i suoi esatti confini.

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