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Mediobanca corre in Borsa (+5,8%), mercato scommette sul delisting

Mediobanca corre in Borsa (+5,8%), mercato scommette sul delisting

Da assemblea Mps ok a modifiche statuto con introduzione lista cda

Milano, 4 feb. (askanews) – Seduta sotto i riflettori per Mediobanca, nel giorno dell’assemblea di Mps che ha approvato le modifiche statutarie con l’introduzione della lista del cda. Una novità per il Monte, in vista del rinnovo del board con l’assemblea del 15 aprile prossimo. Le azioni Mediobanca hanno chiuso con un rialzo del 5,84% a 18,945 euro (top intraday a 19,355) spinte dalle scommesse del mercato sul fatto che Mps, nell’ambito del piano di aggregazione, proceda con il delisting di Piazzetta Cuccia.

Secondo rumors, infatti, nel cda di Siena – che dopo l’Opas controlla l’86,35% di Mediobanca – cresce il consenso sul delisting, rispettando così gli impegni presi con la Bce nella richiesta di autorizzazione dell’offerta. Si andrebbe quindi avanti sul progetto dell’Ad Lovaglio di fusione, e contestuale scorporo delle attività di private & investment banking in un’entità autonoma, per ottenere i 700 milioni di sinergie promessi al mercato. Da qui gli acquisti odierni sul titolo Mediobanca in vista di un’Opa residuale sul (ridotto) flottante. Attualmente le azioni di Piazzetta Cuccia viaggiano ben al di sotto dei valori dell’Opas Mps (che oggi ha chiuso a 9,044 euro, +1,15%). Sempre secondo indiscrezioni, il cda di Mps potrebbe approvare il piano di aggregazione già a fine mese, in anticipo sulla scadenza di fine marzo.

Entro il 5 marzo invece andrà depositata la lista dei candidati per il rinnovo del cda del Monte, in vista dell’assemblea di aprile. Un primo importante passo è arrivato oggi, con il via libera dell’assemblea straordinaria alle modifiche statutarie, su cui manca però ancora l’approvazione della Bce. Oltre alla novità dell’adozione della lista del consiglio uscente, tra le altre cose, si introduce la possibilità di un payout del 100%, distribuendo tutti gli utili sotto forma di dividendo, con la riduzione della quota da destinare a riserva legale dal 10% al minimo di legge (5%) e la cancellazione della riserva statutaria. Via libera anche all’innalzamento dei tetti ai bonus (incrementando il limite attuale di 1:1 tra componente variabile e fissa della remunerazione) e alla rimozione dei limiti di mandato per gli amministratori, in primis per il presidente Nicola Maione. All’assemblea di Mps ha partecipato il 68% del capitale e le varie modifiche all’odg hanno ottenuto maggioranze “bulgare”, con il sì da parte di oltre il 99% dei presenti.