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Il ciclone Harry non ferma le carrette del mare, l’allarme: “Migranti dispersi nel Mar Mediterraneo”

Il ciclone Harry non ferma le carrette del mare, l’allarme: “Migranti dispersi nel Mar Mediterraneo”
migranti, immagine di repertorio

Alarm Phone lancia l’allarme su centinaia di persone in pericolo. Ci potrebbero essere vittime. Due gemelline di un anno disperse dopo lo sbarco di Lampedusa dello scorso 23 gennaio.

Da 10 giorni nel Mar Mediterraneo risulterebbero disperse circa 380 persone di otto imbarcazioni che nei giorni scorsi hanno preso il largo da Sfax in Tunisia. I dispersi, almeno in parte, sarebbero partiti durante il disastro del ciclone Harry e hanno assistito alla foga della calamità naturale dalle barche.

Un unico dispaccio di allerta a “tutte le navi in mare” è stato reso noto ieri dal giornalista di Radio Radicale, Sergio Scandura. “Il dispaccio Sar – spiega Scandura su X – trasmesso ieri sulla rete InmarSAT dal Centro di Coordinamento e Soccorso Itmrcc della Guardia Costiera italiana, riporta anche le date di partenza delle otto imbarcazioni dalla costa orientale della Tunisia, per un totale di circa 380 naufraghi. Le date di partenza da Sfax sono del 14, 18, 20 e 21 gennaio 2026: includono i giorni che hanno visto il quadrante del Mediterraneo Centrale, inclusa la rotta ideale da Sfax a Lampedusa, segnato dagli impietosi 7+ metri di onda e dalle severissime raffiche fino a 54+ nodi provocate dal ciclone Harry“.

Dispersi in mare dopo il ciclone Harry, l’allarme di Alarm Phone

Il contatto di emergenza internazionale, Alarm Phone, ha lanciato anche l’allarme sui dispersi del Mediterraneo – molti diretti tra Malta e Italia – su X già lo scorso 20 gennaio. Il 23 gennaio, in un aggiornamento, hanno aggiunto: “150 persone disperse nel Mediterraneo Centrale! Alarm Phone è stato allertato nei giorni scorsi su almeno 3 imbarcazioni provenienti dalla Tunisia, che si trovano ancora in mare. Le condizioni meteo sono pessime, le loro vite sono a rischio! Italia e Tunisia sono informate”.

Fino al 24 gennaio, purtroppo, pare non ci siano notizie delle tre imbarcazioni disperse. Nella mattinata del 25 gennaio, poi, Alarm Phone ha dato notizia di un altro naufragio: “Le autorità hanno confermato che un sopravvissuto è stato soccorso a Malta. Secondo lui, 50 persone non sono sopravvissute. Le persone a bordo dell’imbarcazione erano partite dalla Tunisia e trascorso 24 ore in mare”.

Lo sbarco a Lampedusa

Lo scorso 23 gennaio sono sbarcate a Lampedusa 61 persone. Due bambine gemelle di un anno risultano disperse in mare e, durante lo sbarco, un uomo adulto è deceduto. Lo dichiara Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, presente sull’isola con i suoi team, che, in collaborazione con la Croce Rossa e le altre organizzazioni presenti, hanno subito garantito una risposta immediata ai bisogni dei sopravvissuti.

Le 61 persone sarebbero partite dalla Tunisia, sfidando il ciclone Harry impetuoso, trovandosi a navigare in condizioni di scarsissima sicurezza e in estrema difficoltà.

L’imbarcazione naufragata in Grecia: 2 morti, tra cui un bambino

L’allarme migranti sta assumendo connotati ancora più tragici in questi giorni in cui i danni del Ciclone Harry si iniziano a contare. Non vale solo per la nostra Isola, ma anche per quelle greche. Nella mattinata di oggi, infatti, una donna e un bambino sono stati trovati morti al largo dell’isola di Ikaria, nel nord del Mar Egeo, dopo il naufragio di un’imbarcazione che trasportava più di 50 migranti, secondo quanto riferito dalla polizia portuale. “Cinquanta migranti sono stati recuperati e sono stati presi in carico dalle autorità, ma altre tre persone risultano ancora disperse”, ha precisato una portavoce della guardia costiera.

“È in corso un’operazione di soccorso con una nave della guardia costiera, mentre nel corso della giornata è atteso l’arrivo di una squadra di soccorritori e sommozzatori”, ha aggiunto la stessa fonte. I forti venti di forza 6 sulla scala Beaufort rendono difficili i soccorsi, secondo l’emittente televisiva pubblica Ert. Ikaria si trova vicino alle coste occidentali della Turchia, da dove partono persone in cerca di asilo nell’Unione Europea.

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