Home » Askanews » Messico, chi dopo El Mencho? Una figlia la possibile nuova “Jefa”

Messico, chi dopo El Mencho? Una figlia la possibile nuova “Jefa”

Messico, chi dopo El Mencho? Una figlia la possibile nuova “Jefa”

“La Negra” è tra i candidati principali, con due collaboratori del boss

Roma, 23 feb. (askanews) – L’assassinio in un’operazione militare del grande padrino del narcotraffico messicano, Nemesio Oseguera Cervantes, detto “El Mencho”, ha già aperto numerosi interrogativi sulla sua successione. Le autorità federali e gli analisti della sicurezza hanno iniziato a profilare i potenziali candidati alla guida del sanguinoso Cartello di Jalisco Nueva Generación (CJNG) dopo la morte del suo leader. Secondo i rapporti di intelligence e di fonti specializzate, non esisterebbe al momento un candidato unico e ben delineato, ma al contrario ci sarebbero almeno “cinque figure chiave all’interno della struttura criminale” messicana capaci di poter assurgere al ruolo di nuovo capo del gruppo. Tra questi, figurano la ex moglie di El Mencho, Rosalinda González Valencia, e una delle figlie del boss, Jessica Johanna Oseguera. Cittadina statunitense, quest’ultima sarebbe tra i favoriti nella linea di successione.

L’EX MOGLIE O UNA FIGLIA: LA LEADERSHIP RESTA IN FAMIGLIA?

El Mencho ha sposato Rosalinda González Valencia nel 1996. Rosalinda è un membro dell’influente famiglia Valencia, che ha fondato Los Cuinis, il braccio finanziario e antiriciclaggio del cartello Jalisco New Generation Cartel (CJNG). Viene spesso chiamata “La Jefa”. Diversi rapporti indicano che la coppia si è separata legalmente nel settembre 2018. Hanno tre figli: Rubén Oseguera González, Jessica Johanna Oseguera e Laisha Oseguera. Ripetutamente arrestata, Rosalinda mantiene un basso profilo, ma resta altamente attenzionata dalle autorità. L’ultima volta è stata incarcerata nel novembre 2021 a Zapopan, Jalisco, dall’esercito messicano. Tuttavia, è stata rilasciata nel 2025 dopo che un giudice le ha concesso la scarcerazione anticipata per “buona condotta”.

Quanto ai loro figli, Rubén Oseguera González, noto anche come El Menchito, sta scontando l’ergastolo in una prigione federale degli Stati Uniti. La figlia minore, Laisha Michelle Oseguera González, è considerata una persona di interesse dalle autorità, ma mantiene un profilo più basso rispetto ai suoi fratelli. Jessica Johanna Oseguera González, 39 anni, nota anche come La Negra, è invece considerata una probabile erede.

“LA NEGRA”, LA FIGLIA AMERICANA DI EL MENCHO

Jessica Johanna Oseguera Gonzalez ha la cittadinanza statunitense e messicana ed è nata a San Francisco, in California. Da ragazzina si è trasferita in Messico e ha studiato all’università di Guadalajara. Nel febbraio 2020, è stata arrestata a Washington, DC, mentre si recava all’udienza penale del fratello. È stata accusata di cinque capi d’imputazione per “transazioni o affari” in quanto membro del Cartel de Jalisco Nueva Generacion. Si è dichiarata colpevole di tutti e cinque i capi d’imputazione. È stata condannata a 30 mesi di carcere, ma è stata rilasciata all’inizio del 2022, dopo averne scontati solo 25. La sua esatta ubicazione non è nota.

“EL 03” ED “EL SAPO”: GLI ALTRI ASPIRANTI ALLA LEADERSHIP

Altri nella linea di successione sono il figliastro di El Mencho, Juan Carlos Valencia González, alias “El 03”. È spesso descritto come il secondo nella linea di comando del cartello. Valencia González è stato identificato dalle autorità come un elemento fondamentale nella struttura operativa del CJNG, in particolare all’interno del suo braccio armato noto come Grupo Élite.

Un altro profilo rilevante è quello di Hugo Gonzalo Mendoza Gaytán, noto come El Sapo: fidato braccio destro di El Mencho, è anch’egli considerato un candidato importante alla leadership. Secondo fonti ufficiali, intrattiene stretti legami con diversi operatori e familiari del cartello, il che gli garantirebbe influenza all’interno degli ambienti di potere interni.

Menzionati come figure strategiche anche Audias Flores Silva (“El Jardinero”), Ricardo Ruiz Velasco (“El Doble R”) ed Heraclio Guerrero Martínez (“El Tío Lako”), tutti con importanti ruoli operativi in diverse regioni sotto l’influenza del CJNG.

SICUREZZA AVVERTE SU RISCHI DI LOTTE INTERNE

Gli esperti di sicurezza avvertono che l’assenza di un successore chiaramente definito potrebbe innescare lotte interne per il controllo di rotte, territori e risorse, aumentando il rischio di scontri violenti tra gruppi o fazioni affini che emergono all’interno dello stesso cartello. Le autorità di sicurezza – citate dalla stampa locale – hanno rafforzato la sorveglianza nelle aree considerate ad alto rischio e continuano a monitorare attentamente l’evoluzione di questa transizione all’interno del gruppo criminale, in un contesto di escalation di violenza seguita alla caduta di “El Mencho”. Questo processo di riconfigurazione del comando, secondo i responsabili della sicurezza, rappresenta infatti un fattore chiave per valutare l’evoluzione della violenza legata alla droga in Messico nelle prossime settimane. (di Corrado Accaputo)