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Messina, l’Ati idrico e il braccio di ferro per la gestione: cosa succede

Messina, l’Ati idrico e il braccio di ferro per la gestione: cosa succede
A Messina resta aperta la partita fra territori e Regione

MESSINA – Un braccio di ferro, per la definizione della modalità di gestione del servizio idrico nella provincia di Messina, tra territori e Regione, che continua anche dopo le dimissioni della commissaria Rosaria Barresi e la nomina del successore Fabrizio Fiorito.

Gestione del servizio idrico nel Messinese: tre anni di commissariamento senza esito

In tre anni di commissariamento non si è riusciti ad arrivare al nuovo sistema integrato. Il mandato della commissaria era quello di approvare il piano d’Ambito, individuare la modalità di gestione e procedere con il soggetto gestore. La gestione decisa è quella pubblico privato ma la gara è andata deserta su tre aperture di finestre e la procedura si è chiusa con un mercato che non ha mostrato interesse. Prima del passo indietro, Barresi stava avviando un’altra procedura di gara contestata da alcuni sindaci tra cui Federico Basile che aveva chiesto alla commissaria ad acta dell’Assemblea idrica territoriale di fare un passo indietro, imputandole il fallimento del suo mandato. Basile come oltre il 50% dei sindaci della Città Metropolitana è contrario alla gestione mista, pubblico- privato.

Il ruolo dell’Ati e lo scontro con la Regione Siciliana

Il sindaco metropolitano aveva anche chiesto che fosse l’assemblea Ati a riprendere in mano le competenza passate alla commissaria. Auspicio che sembra tramontato con la nomina del nuovo commissario Fiorito che si è insediato nei giorni scorsi durante i lavori dell’Assemblea dei sindaci dell’Ati idrico. “L’immediata nomina di un sostituto da parte del presidente Schifani non ci fa ben sperare sul cambiamento d’indirizzo della Regione verso la privatizzazione di fatto del servizio idrico del messinese, – ribadiscono i componenti del Comitato Vogliamo l’acqua dal rubinetto.- Chiediamo che il potere di affidamento del servizio idrico integrato a un gestore unico ritorni in mano all’Ati Messina, e che si tenga conto una volta per tutte del volere dei cittadini che hanno espresso il loro chiaro sì alla gestione pubblica in occasione del referendum del 2011”.

Tariffe e garanzie per i cittadini: l’intervento dei sindaci

In questa situazione di incertezza il rischio è che siano i cittadini a farne le spese. Lo ha rilevato Giuseppe Lombardo, sindaco di Roccalumera e deputato di Sud chiama Nord intervenuto durante i lavori dell’Assemblea Ati. Lombardo ha chiesto con forza all’Assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità che il nuovo commissario nominato dalla Regione comunichi tempi certi, costi finali e garanzie sulla tariffa per i cittadini. “Il costo dell’acqua non può aumentare per colpa della politica. I cittadini non possono continuare a pagare l’inerzia e gli errori accumulati negli anni”.

Fabrizio Fiorito, che avrà il compito di portare avanti la strategia per l’indicazione del nuovo gestore del servizio idrico integrato in tutti i Comuni, seguirà presumibilmente il percorso di chi l’ha preceduto lavorando sulla nuova procedura di Gara.

“Ho chiesto all’assessore regionale – ha detto Lombardo – che venga chiarito subito quali sono i tempi reali per arrivare all’individuazione del nuovo gestore, perché non possiamo permetterci altri rinvii e altre incertezze”. Nel suo intervento, Lombardo ha richiamato anche le criticità della precedente procedura di gara, andata deserta, probabilmente perché non appetibile per gli operatori economici interessati a gestire il servizio, anche a causa di una tariffa prevista dal piano d’ambito considerata troppo bassa. “Non può essere adesso il cittadino a pagare il prezzo di una gestione politica fallimentare che si trascina da anni, sotto governi di centrodestra e di centrosinistra. Non accetteremo che, per recuperare ritardi e inefficienze, si scarichino nuovi aumenti sulle famiglie e sulle imprese. I cittadini della provincia di Messina aspettano da troppo tempo un servizio idrico integrato efficiente, continuo e moderno. In questi anni hanno subito carenze idriche gravi e, allo stesso tempo, tariffe spesso non compatibili con la qualità del servizio ricevuto. Questo non può continuare, monitoreremo ogni atto e ogni movimento dell’Ati Idrico e del Governo regionale”.

Fondi Pnrr persi e nuove gare: i timori dei sindaci

La nuova procedura doveva essere lanciata alla fine del 2025 ma le dimissioni hanno stoppato tutto. Si temeva che la proposta in cantiere sarebbe stata predisposta per essere il più possibile appetibile per gli operatori economici e sembravano esserci quattro grandi operatori economici che avessero espresso forte interesse dopo la fase di interlocuzione promossa nei mesi scorsi. Intanto sembra che siano stati persi tutti i fondi del Pnrr.

“Con due anni di gara andate deserte – era stato ribadito da Basile – quei fondi si sono persi quindi non si capisce l’urgenza di procedere con un’altra procedura e non volere tornare in Assemblea per decidere anche con i sindaci”.

Ipotesi Amam come gestore unico del servizio idrico

L’idea dell’Amministrazione Basile e di una parte dei 108 sindaci, è ancora quella di non creare un’altra società ma di valutare se Amam, supportata anche dalla Regione non possa diventare gestore unico della provincia di Messina.