Messina, dalla Family card all’attività dei volontari - QdS

Messina, dalla Family card all’attività dei volontari

Lina Bruno

Messina, dalla Family card all’attività dei volontari

venerdì 17 Aprile 2020 - 00:01
Messina, dalla Family card all’attività dei volontari

Sono già oltre novemila le domande per il sussidio arrivate in questi giorni agli uffici del Comune. Nonostante lo sforzo, non si riesce a far fronte a tutte le richieste di aiuto economico

MESSINA – Oltre novemila domande finora per avere la Family card, quasi il 9% dei nuclei familiari della città e la maggior parte sono nuovi poveri, quelli messi in ginocchio dal Coronavirus.

“Prima di questa emergenza il banco alimentare assisteva circa il 3% delle famiglie”, ha sottolineato il sindaco De Luca durante uno dei suoi report dal centro operativo della Protezione civile. Quelli interessati sono nuclei che a causa delle misure anticontagio non hanno più reddito e non hanno nemmeno un altro sostegno da parte dello Stato o della Regione, sotto forma di Reddito di cittadinanza o Cassa integrazione. Chi invece ha già un aiuto, rappresenta il 30% dei casi e per loro è prevista una card ridotta, della quota che già ricevono per altri canali istituzionali.

Sono stati spesi finora, nei 130 negozi convenzionati – attraverso voucher che vanno da 300 a 800 euro, in base al numero di componenti dei nuclei familiari – circa 350 mila euro. Dopo la registrazione sulla piattaforma del Comune si riceve entro tre ore, se non è necessario procedere all’istruttoria, un codice per scaricare l’app dal sito dell’Ente e il buono spesa è immediatamente disponibile sullo smartphone.

Chi non ha un collegamento internet si è recato in questi giorni nelle sedi delle sei Circoscrizioni, che hanno centinaia di domande. Le richieste potranno essere effettuate fino a domani sera, quindi si esiteranno tutte le domande pervenute e si procederà ai controlli. “Abbiamo bloccato la card – ha detto De Luca – a oltre duecento utenti, 160 avevano dichiarato di non avere reddito, gli altri di non avere sostegni pubblici. Verificheremo se si tratta di dichiarazione falsa o se c’è stato un nostro errore, perché abbiamo appurato di avere delle falle sulle banche dati dell’Anagrafe. Intanto sospendiamo la carta, poi procederemo alle verifiche. C’è poi chi ha già fatto la richiesta di annullamento, finora sono state in 1.100. Chi avrà dichiarato il falso perderà il diritto a partecipare anche agli altri bandi”.

Il 30 aprile scade il termine di accreditamento per le attività commerciali. Chiusa questa procedura, la prossima settimana ci saranno nuovi bandi per il sostegno al pagamento di bollette Enel e gas e contributi per l’affitto per chi si trova in difficoltà. Ci sono però situazioni di disagio e povertà che non emergono dall’analisi di questi dati, perché non hanno i requisiti formali per accedere alla card. Sono i senza fissa dimora e gli ospiti dell’Asilo notturno, aperto H24, dove però non si possono accettare nuovi ingressi e gli ospiti che intendano allontanarsi non possono più rientrarvi a tutela degli stessi utenti e degli operatori.

Ci sono poi gli extracomunitari che non possono certificare la loro residenza o coniugi separati costretti ad allontanarsi dall’abitazione del partner. Alcuni di questi casi sono stati segnalati da consiglieri comunali e di circoscrizione alla Protezione civile, che insieme a volontari e operatori della Messina social city consegnano a domicilio, una volta a settimana, buste con beni di prima necessità. Ne vengono consegnate circa 250 al giorno, ma è difficile arrivare a coprire tutte le esigenze con regolarità. Ci sono le associazioni di volontariato e le parrocchie che hanno una conoscenza più capillare del territorio e operano in parallelo, organizzando donazioni e raccolta fondi.

Ma non solo. C’è anche l’unità medica Terra di Gesù Onlus, diretta da Francesco Certo, medico cardiologo che ha attivato dal 29 marzo il numero “Povertà sanitaria emergenza Coronavirus”. Tutti i giorni dalle ore 10 alle 17 si può telefonare per segnalare casi di povertà sanitaria, legati alla crisi economica determinata dalla pandemia. Vengono dispensati farmaci, prestazioni specialistiche urgenti a pazienti che vivono in stato di disagio. L’associazione Terra di Gesù Onlus prosegue le sue attività nella Casa Famiglia della Misericordia di Camaro superiore, il centro Buon Pastore di via Calvi con il progetto “Il Pane di tutti” e lo studio Help Center della stazione.

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