Una città raccolta nel dolore ha dato l’ultimo saluto a Daniela Zinnanti, la donna di 50 anni uccisa a coltellate dall’ex compagno, a Messina. La cerimonia funebre si è svolta nel Duomo gremito, dove familiari, amici e numerosi cittadini si sono stretti attorno ai parenti della vittima in un clima di profonda commozione.
A officiare il rito è stato l’arcivescovo, monsignor Giovanni Accolla. Presenti anche rappresentanti della comunità evangelica della chiesa cristiana “Efraim” di Minissale, frequentata in passato dalla donna. La vicenda ha suscitato forte indignazione e riacceso il dibattito sulla violenza di genere. Per questa sera è prevista una fiaccolata in memoria della vittima.
Tramortita con un tondino in ferro, poi le 30 coltellate fatali. I risultati dell’autopsia svela l’atroce delitto di Daniela Zinnanti
Prima l’ha tramortita e poi l’ha accoltellata a morte, con decine di fendenti, mentre la donna provava a difendersi con le mani. È morta così Daniela Zinnanti, la donna di 50 anni di Messina uccisa dall’ex compagno Santino Bonfiglio, 67 anni lunedì scorso. Emerge dall’autopsia eseguita oggi all’ospedale Papardo di Messina. L’esame autoptico è stato condotto dal medico legale Alessio Asmundo. Presenti i consulenti nominati dalla difesa di Bonfiglio e dalla famiglia Zinnanti: i professori Daniela Sapienza e Antonino Bondì. Secondo quanto emerge l’assassino, reo confesso, sarebbe entrato in casa con un tondino in ferro per forzare la finestra. Entrato in camera da letto ha tramortito la donna colpendola alla nuca. Poi le coltellate al torace e al collo almeno con trenta coltellate.
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