Messina, De Luca propone un Patto per il 2020 - QdS

Messina, De Luca propone un Patto per il 2020

Lina Bruno

Messina, De Luca propone un Patto per il 2020

venerdì 03 Gennaio 2020 - 00:01
Messina, De Luca propone un Patto per il 2020

In occasione del comizio di inizio anno il sindaco ha tracciato i suoi obiettivi per il prossimo futuro. Chiamata a raccolta di tutti i consiglieri per costituire in Aula un intergruppo “Per Messina”

MESSINA – Un cambio in Giunta, qualche altro esperto, un intergruppo in Consiglio e un nuovo Patto su cui chiedere la fiducia in Aula. Nel comizio di inizio anno il sindaco Cateno De Luca ha comunicato la sua strategia per proseguire il percorso amministrativo. Una linea che, se respinta, per il primo cittadino porterà alle dimissioni a marzo e poi a nuove elezioni.

De Luca ha lanciato quindi ancora una volta un ultimatum al Civico consesso davanti a cui si presenterà il 10 gennaio chiedendo la sottoscrizione di un Patto per Messina. “Vediamo – ha detto – chi vorrà scrivere con noi una pagina di governo della città nel 2020. Non parlerò con le segreterie politiche ma chiamerò in questi giorni ognuno dei 32 consiglieri. Non chiederò di rinnegare il partito o il gruppo di appartenenza, ma che venga organizzato in Aula un intergruppo, ‘Per Messina’, capace di sventare le trappole e gli incidenti di percorso”.

Ci sono dei punti programmatici ben definiti da attuare entro il 31 dicembre 2020. “Questo Patto – ha precisato il sindaco – andrà in Consiglio per essere dibattuto e votato. Senza fiducia, continueremo ad amministrare e assicureremo un periodo breve di commissariamento. A quel punto mi presenterò al giudizio degli elettori e deciderà la città”.

Insomma, De Luca ha dato dieci giorni di tempo per decidere: o si stringe subito un’alleanza o si andrà al voto. Il sindaco ha chiesto anche dei cambiamenti nel regolamento d’Aula: gettoni di presenza soltanto a chi parteciperà al voto e l’astensione non più voto contrario.

Ma se da una parte il primo cittadino sta tentando di trovare in Aula un sostegno strutturato e trasversale alla sua visione di governo della città, scompaginando i gruppi che si sono formati dopo il voto; dall’altra ha confermato la fiducia alla sua Giunta prevedendo soltanto l’uscita, ma a giugno, di Vincenzo Trimarchi, assessore alla Pubblica istruzione. Sarà sostituito da Salvatore Ingegneri, 27 anni, che De Luca ha voluto proprio per la giovane età, per dialogare con più efficacia con il mondo della scuola e dell’Università. Avrà deleghe alla Formazione professionale, all’Occupazione giovanile e alle Start up.

L’Esecutivo inoltre si arricchirà di un nuovo componente, così come consentito dalla legge. Si tratta di Francesco Caminiti, che si occuperà di Pianificazione ed efficientamento delle risorse idriche, energetiche e dei sottoservizi. Il nuovo assessore dovrà subito affrontare il caso di Opel fiber, i cui lavori sono stati bloccati con ordinanza sindacale per i numerosi danni registrati alla rete Amam, ma c’è anche l’appalto da quasi 40 milioni per la pubblica illuminazione da monitorare.

Le altre novità svelate da De Luca sono la nomina di Valeria Asquini, già componente del Cda, alla presidenza della Messina Social City, al posto di Enrico Bivona e l’avvocato Alberto Vermiglio, già presidente dell’Aiga, che diventa consulente per l’iter del secondo Palagiustizia. Alcuni consiglieri comunali hanno avuto un coinvolgimento in queste nomine: Vermiglio, infatti, pare sia stato indicato da Massimo Rizzo e Nino Interdonato.

Se il primo gennaio De Luca si è concentrato sul futuro di Palazzo Zanca, il 2019 l’ha voluto chiudere con un resoconto sulla sua attività di sindaco metropolitano, incentrata principalmente sulla rimodulazione del Masterplan. “Nel 2019 – ha detto – abbiamo appaltato quasi 10 milioni di euro di lavori per edilizia scolastica, rispetto agli 800 mila euro degli anni precedenti. Per le strade sono andati in appalto quasi 18 milioni di euro e abbiamo predisposto progetti cantierabili per altri 42 milioni da appaltare nel 2020. Abbiamo rimodulato oltre il 40% delle somme del Patto per Messina, per la mancanza di progetti. Abbiamo rispettato i tempi, tanto che ci hanno premiati con 3 milioni aggiuntivi, destinati agli asili nido. All’Amam andranno oltre 14 milioni di euro per trovare fonti alternative alle attuali e intanto è in corso l’appalto per risolvere le problematiche del depuratore di Mili”.

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