Messina Denaro, trovati i Ray-Ban storici durante una perquisizione

Nella casa di Matteo Messina Denaro: trovati i suoi storici RayBan e bottiglie di champagne

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Nella casa di Matteo Messina Denaro: trovati i suoi storici RayBan e bottiglie di champagne

Redazione  |
mercoledì 25 Gennaio 2023 - 10:58

Si tratta dell'ultima abitazione del boss prima dell'inizio della latitanza. Individuati alcuni documenti firmati a suo nome e molte foto da giovane in cui appare con gli occhiali da sole ritrovati

Gli storici Ray Ban da sole a goccia che indossava Matteo Messina Denaro da ragazzo, una bottiglia di champagne e il libro “Facce da mafiosi”: sono le ultime scoperte fatte dai carabinieri di Trapani nel corso di una perquisizione nella casa della famiglia del capomafia, in via Alberto Mario a Castelvetrano.

Si tratta dell’ultima abitazione del boss prima dell’inizio della latitanza. Lì Messina Denaro viveva con la madre. In molte foto da giovane il padrino appare con gli occhiali da sole ritrovati.

Nel filmato realizzato dei carabinieri (guarda in alto) è possibile vedere la passione di Messina Denaro per i Ray-ban che collezionava. E non solo: l’ultimo dei Corleonesi amava lo champagne, tanto da avere una bottiglia tra le più costose in commercio. Ovvero il Crystal della Roederer.

Ma nel filmato si può ammirare anche la presenza di un catalogo d’arte. È quello della mostra «Facce da mafia», organizzata nel 2009 al museo di Salemi dall’allora sindaco Vittorio Sgarbi. All’epoca in loco era esposto un ritratto in stile pop di “U Siccu”(soprannome di Matteo Messin Denaro, ndr) realizzato da Flavia Mantovan.

Messina Denaro rinuncia a partecipare a udienza

Il boss Matteo Messina Denaro, intanto, ha rinunciato a comparire all’udienza preliminare nel procedimento che vide coinvolti padrini, gregari della mafia agrigentina e l’avvocata Angela Porcello.

La posizione del capomafia era stata stralciata perché Messina Denaro era latitante e in questi casi la legge prevede la sospensione del procedimento.

All’udienza di oggi, alla quale il boss avrebbe potuto partecipare in videoconferenza dal carcere de l’Aquila, a rappresentare l’accusa c’era il pm della Dda Claudio Camilleri.

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