Le indagini sulla nutrita rete del boss Matteo Messina Denaro negli anni della latitanza si concentrano sulla figura di Francesco Burrafato, medico in pensione di 85 anni, ex primario dell’ospedale di Castelvetrano. Sarebbe lui, almeno secondo l’accusa, il personaggio presente in alcune lettere del capomafia con il nome di “Parmigiano“.
L’85enne è accusato di favoreggiamento aggravato dall’aver agevolato Cosa nostra. Sono in corso delle perquisizioni per acquisire eventuali elementi utili per le indagini, coordinate dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dai pubblici ministeri Gianluca De Leo e Piero Padova.
Il medico di Messina Denaro, chi è “Parmigiano”
A occuparsi delle perquisizioni nell’abitazione e in altri immobili riconducibili all’ex primario dell’ospedale di Castelvetrano sono i carabinieri del Ros.
Secondo gli inquirenti Burrafato sarebbe “Parmigiano“, un personaggio apparso in alcune lettere trovate nel covo di Messina Denaro dopo la cattura. In un pizzino destinato alla sorella Rosalia e mai consegnato, secondo quanto riporta l’Ansa, il boss allora latitante scriveva: “Ti spiego cosa devi fare, segui alla lettera ciò che ti dico: ti devi incontrare col Parmigiano, solo una volta però, e gli chiedi il prestito a lui, digli che stia tranquillo che nessuno lo vuole impaccare e che avrà restituito il tutto, o appena torna il Complicato oppure appena il Grezzo vende un suo bene che è già messo in vendita. Quindi assicuragli che stia tranquillo che gli verrà restituito il tutto”. E ancora: “Spiegagli come ti deve dare questi 40mila. Tu con lui devi parlarci subito, appena ricevi questa mia, e gli dai tre mesi di tempo, lui in questi tre mesi ti deve mandare questi 40mila. In piccole dosi, ma a settembre deve essere tutto concluso. Deve fare dosi da 5mila euro e ogni volta li dà a Fragolina, in estate gli verrà facile vedere a Fragolina, e durante l’estate conclude il tutto”.
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