“Il decreto legge dell’11 marzo ribadisce la volontà del Governo di realizzare l’opera, confermandone la completa copertura finanziaria e rimodulando gli importi annuali per tener conto dello slittamento dei tempi conseguente alle delibere della Corte dei conti”. Lo ha dichiarato Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, intervenendo in Commissione senato Ambiente, Transizione ecologica, Energia e Lavori pubblici.
“Il provvedimento disciplina inoltre i principali aspetti per conformarsi ai rilievi della Corte, fissando gli adempimenti da svolgere anche attraverso la definizione di alcuni aspetti della normativa speciale in vigore”, ha aggiunto. Ciucci ha poi nuovamente fatto il punto sull’iter amministrativo: “Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il supporto della Stretto di Messina e delle amministrazioni competenti, ha richiesto il parere al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e all’Autorità di regolazione dei trasporti, avviando inoltre la definizione del nuovo Accordo di Programma da sottoporre alla Corte dei conti. È stato inoltre mantenuto un dialogo strutturato con la Commissione europea sia per la direttiva Habitat sia per la direttiva Appalti”.
“In questo mese – ha aggiungo l’ad Pietro Ciucci – il MIT e il MASE hanno trasmesso gli elementi informativi richiesti dalla Direzione generale Ambiente (DG ENVI) e dalla Direzione generale Mercato interno (DG GROW), a seguito della riunione tenutasi a dicembre a Bruxelles.
Ponte sullo stretto, per la Commissione non c’è alcuna procedura d’infrazione. I dettagli sul piano economico-finanziario dell’infrastruttura tra Messina e Calabria
Come precisato dai funzionari della Commissione, non sussiste alcuna procedura d’infrazione per il Ponte. Sul piano economico-finanziario, “il Piano prevede la copertura integrale con finanziamenti pubblici”. In merito alle osservazioni sulla modifica delle modalità di finanziamento, Ciucci ha chiarito che “la gara avviata nel 2004 riguardava esclusivamente la selezione del general contractor per progettazione e realizzazione dell’opera e non un partenariato pubblico-privato, come confermato anche dal bando”. E ancora: “L’aggiornamento del corrispettivo del contraente generale – da 3,9 miliardi nel 2006 a 6,7 miliardi nel 2011 fino ai 10,5 miliardi attuali – è dovuto pressoché esclusivamente all’applicazione delle clausole di indicizzazione dei prezzi, anche in relazione all’aumento dei costi registrato negli ultimi anni, e non a varianti sostanziali”, ha spiegato.
“Le uniche varianti riguardano il tracciato ferroviario e le tre stazioni, recepite nel progetto definitivo del 2011 su indicazione del Comune di Messina, oltre ad alcune modifiche minori. In ogni caso rientrano nei limiti previsti dalla normativa europea, entrata in vigore successivamente”, ha spiegato in ottava Commissione.
L’annuncio dell’ad Ciucci: “Se arriva ok per l’iter entro l’estate, i cantieri nell’ultimo trimestre del 2026”
Poi, l’annuncio più importante sul tema Ponte sullo Stretto: “Alla luce delle procedure previste dal decreto e delle attività già svolte, riteniamo che l’iter approvativo possa essere completato entro la fine dell’estate 2026, con l’avvio della fase realizzativi nell’ultimo trimestre dell’anno”, ha annunciato Ciucci.
Il dibattito con Di Girolamo (M5S) sui “costi spropositati dell’iter”. Ciucci: “
Al termine della relazione è intervenuta la senatrice del M5S Gabriella Di Girolamo, citando “il problema dei costi spropositati non superato con la riscrittura dell’iter di approvazione del progetto ponte sullo Stretto” dichiarato dal presidente dell’Anac Giuseppe Busia in mattinata e domandando cosa succederebbe se la Comunità Europea chiedesse una nuova gara di aggiudicazione dei lavori.
“Il nostro contratto prevedeva clausole di indicizzazione fin dall’origine – ha risposto Ciucci – “Questo perché si trattava di un’opera basata su un progetto preliminare: il contraente generale avrebbe dovuto sviluppare il progetto definitivo e affrontare un arco temporale pluriennale prima dell’avvio della fase realizzativa. Anche in condizioni ordinarie, quindi, era necessario prevedere un adeguamento dei prezzi”.
E ancora, spiega l’ad della società Stretto di Messina Pietro Ciucci: “Tale impostazione era già contenuta nel bando di gara e nella documentazione successiva. Non si tratta dunque di varianti ai lavori, ma di indicizzazione dei prezzi. Questa è la ragione principale dell’incremento del corrispettivo, passato da 3,9 miliardi a circa 6,7 miliardi nel progetto definitivo del 2011, fino agli attuali 10,5 miliardi, come previsto nell’atto aggiuntivo firmato lo scorso anno” ha analizzato l’ad.
Ciucci sui costi e dettagli del progetto Ponte sullo Stretto di Messina: “Restiamo ampiamente entro i limiti”
“Per quanto riguarda le varianti ai lavori, quelle incluse nell’importo attuale derivano esclusivamente dal progetto definitivo del 2011, approvato su richiesta delle amministrazioni locali. Si tratta in particolare del collegamento ferroviario tra Reggio Calabria e Messina, con tre stazioni sotterranee e le opere connesse. Non vi sono altre varianti rilevanti, se non interventi minori per poche decine di milioni. Va inoltre ricordato che la direttiva Appalti è entrata in vigore nel 2014, quindi successivamente al progetto definitivo del 2011. Anche applicando comunque quei criteri, restiamo ampiamente entro il limite del 50%”.
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