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I fondi revocati per la residenza universitaria di Gazzi, la rettrice dell’Università di Messina: “Stop forzato, ora vendiamo l’immobile”

I fondi revocati per la residenza universitaria di Gazzi, la rettrice dell’Università di Messina: “Stop forzato, ora vendiamo l’immobile”
La rettrice dell’Università degli Studi di Messina, Giovanna Spatari (lb)

L’intervista al Qds di Giovanna Spatari dopo la decisione della Regione: “Penalizzati dal contenzioso con la ditta, non è stata una nostra scelta”. Avviata la vendita dell’immobile, nuovi studentati al Policlinico e all’ex Riviera

Dopo la revoca del finanziamento da oltre 4,2 milioni di euro da parte della Regione Siciliana per la residenza universitaria in contrada Gazzi, arriva la replica della rettrice dell’università di Messina, Giovanna Spatari, in un’intervista rilasciata in esclusiva al Qds. Una posizione netta, che ribalta la lettura della vicenda: non una rinuncia dell’ateneo, ma una decisione resa inevitabile da condizioni non più sostenibili. La Regione, con il decreto del 12 marzo 2026, ha disposto la revoca del contributo e il recupero di circa 1,7 milioni di euro già erogati, motivando la scelta con il mancato completamento dell’opera e con l’assenza di funzionalità della struttura. Una decisione maturata dopo anni di ritardi, proroghe e criticità tecniche.

Il contenzioso con l’impresa

Ma la rettrice Spatari invita a guardare l’intera vicenda da un’altra prospettiva. “Premetto che questa vicenda va letta nella sua interezza e non certo come una mancanza da parte dell’ateneo – ha dichiarato -. Si è trattato di un intervento divenuto, a un certo punto, insostenibile a causa del contenzioso con l’impresa esecutrice”. Secondo la rettrice, proprio il contenzioso avrebbe determinato il blocco del progetto, rendendo impossibile proseguire i lavori in condizioni di praticabilità. “L’università non ha abbandonato un’iniziativa per scelta discrezionale – ha aggiunto – ma ha dovuto prendere atto di una situazione che non consentiva più di portare avanti l’operazione nei termini originariamente previsti”.

Querelle che si trascina da anni

Spatari sottolinea inoltre che la criticità non nasce con l’attuale governante: “È una querelle che si trascina da anni. L’attuale amministrazione non ha generato il problema, ma lo ha ereditato, scegliendo di affrontarlo per individuare una soluzione sostenibile». Ed è proprio su questo punto che si concentra la strategia dell’ateneo. Di fronte allo stallo, l’università ha deciso di avviare la cessione dell’immobile incompiuto: «È già in corso la procedura per la vendita del rustico – spiega la rettrice – con richiesta all’Agenzia delle entrate per la valutazione, finalizzata alla cessione a privati». Una scelta che punta a recuperare almeno parte delle risorse investite e a dare comunque una funzione utile alla struttura. «L’immobile continuerà ad avere una destinazione per il territorio – precisa – potrà essere utilizzato per servizi agli studenti o per l’utenza del Policlinico”.

“Valide alternative”

Nel chiarire il ruolo dell’ateneo, Spatari ricorda anche che la gestione delle residenze universitarie non è una competenza diretta dell’università. “Si tratta di un ambito che fa capo all’Ersu, e quindi alla Regione. Quando interveniamo lo facciamo in una logica aggiuntiva, per ampliare l’offerta». Infine, la rettrice evidenzia come il tema degli alloggi non sia stato affatto abbandonato. Al Policlinico è in corso la riconversione del padiglione A, che porterà alla realizzazione di una residenza da 204 posti letto. A questo si aggiunge un progetto privato da 504 posti e il recupero dell’ex Hotel Riviera, che offrirà ulteriori 190 posti. “Il tema delle residenze – conclude Spatari – non è stato accantonato, ma affrontato con soluzioni più concrete e sostenibili per la comunità”.

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