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Messina, scontro politico su concerti e grandi eventi

Lina Bruno

Messina, scontro politico su concerti e grandi eventi

martedì 12 Maggio 2020 - 00:01
Messina, scontro politico su concerti e grandi eventi

Al centro della contesa la possibile rinuncia alle esibizioni di Tiziano Ferro e Ultimo nel 2021. Perplessità dell’Esecutivo legate al bando per la gestione dello stadio Franco Scoglio

MESSINA – La Città dello Stretto fuori dal circuito dei grandi eventi musicali? È quello che si teme dopo la scelta dell’Amministrazione comunale di non dare in concessione lo stadio Franco Scoglio per i concerti di Tiziano Ferro e Ultimo nel 2021, dopo la cancellazione, causa Coronavirus, delle date del 2020.

Abbiamo già la disponibilità di altre città siciliane – hanno fatto sapere gli organizzatori – e se dovesse arrivare il no definitivo da parte del Comune, garantiremo i concerti che si dovevano tenere nei prossimi mesi in altra location”. I biglietti però non rimborsabili e saranno validi per la piazza che ospiterà gli eventi, Catania o Palermo.

Tutta la questione, nel frattempo, è diventata un caso politico. Il gruppo consiliare del Pd ha chiesto all’esecutivo di Palazzo Zanca un cambio di rotta e le dimissioni dell’assessore allo Sport ed Eventi musicali Giuseppe Scattareggia, ritenuto “non all’altezza del suo ruolo per la pessima gestione degli eventi culturali e musicali in città”. Le sue dimissioni sono state chieste anche dal M5s.

I motivi che hanno indotto l’Amministrazione a negare la struttura sportiva pare siano legati alla procedura di evidenza pubblica in corso per l’affidamento in concessione della gestione dello stadio Franco Scoglio. “In questa fase – ha detto Scattareggia – non è stato possibile vincolare lo stadio per il 2021, in quanto la realizzazione di concerti così rilevanti richiede un’occupazione della struttura per almeno 15 giorni e non esistono i presupposti giuridici per vincolare in maniera così pervasiva il futuro soggetto gestore, che in fase di gara presenterà un progetto di gestione e di realizzazione di lavori”.

L’assessore ha lasciato però uno spiraglio. “Abbiamo soltanto precisato – ha aggiunto – che per l’estate 2021 la decisione è rimessa al futuro gestore o comunque all’Amministrazione comunale nella malaugurata ipotesi che la gara dovesse andare deserta”.

I quattro consiglieri del Pd, Gaetano Gennaro, Felice Calabrò, Antonella Russo e Alessandro Russo, dicono però che il bando per la gestione pluriennale degli stadi non è ancora pronto, quindi si potevano ancora inserire clausole legate ai due eventi. “In ogni caso – hanno affermato i consiglieri – è del tutto paradossale tale preoccupazione, visto che si tratta di eventi così importanti e densi di ricadute positive per la città che nessun eventuale vincitore di bando avrebbe disdegnato di gestire nel 2021 eventi musicali di così grande portata, eventi che non possono essere organizzati privatamente, senza la partecipazione dell’Ente comunale”.

La decisione, secondo il Pd, è il frutto di una visione politico-programmatica del tutto miope che limita lo sviluppo culturale ed economico della città, “che passa anche dalla ripartenza di alcuni settori merceologici e di servizi legati ad eventi musicali di così grande attrazione”.

La decisione di Messina, come evidenziato dai consiglieri, avvantaggerà peraltro altre città siciliane e calabresi, che si sono già dette disponibili a ospitare i due concerti. Per questo i rappresentanti d’Aula hanno chiesto a sindaco e Giunta di prevedere nel bando di concessione degli stadi cittadini che al Franco Scoglio si possano svolgere ogni estate grandi eventi musicali, come previsto peraltro nello schema di convenzione già approvato dal Consiglio comunale.

Il rifiuto dell’Amministrazione di posticipare al prossimo anno le date dei concerti di Tiziano Ferro e Ultimo è ritenuto folle anche da Piero Adamo, presidente del Movimento dello Stretto. “Non ha un senso politico – ha detto – perché chi amministra deve ricercare le occasioni di crescita, di visibilità, di lavoro per la città. E i concerti certamente lo sono. Non ha un senso giuridico perché il bando deve essere ancora pubblicato e può, quindi, essere modellato per contemperare questa nuova esigenza. Per di più, lo schema di bando, approvato dal Consiglio comunale, prevede la riserva al Comune di utilizzo di alcune giornate. Chi si aggiudicherà la gestione pluriennale non potrà che essere contento, per motivi economici e di immagine, di questo impegno assunto dall’Ente proprietario”.

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