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Percepiscono bonus edilizi ed eco bonus, ma era tutto illegale: sequestro da oltre 800 mila euro a Messina

Percepiscono bonus edilizi ed eco bonus, ma era tutto illegale: sequestro da oltre 800 mila euro a Messina
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Le investigazioni, coordinate da questa Procura, sono state condotte dai Finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Milazzo e sono partite da sospette movimentazioni di denaro, consistenti in giroconti bancari disposti dagli stessi indagati

In data 27 marzo u.s., su delega della Procura della Repubblica di Messina, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno dato esecuzione alla misura cautelare reale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il locale Tribunale, con cui è stato disposto il sequestro preventivo di oltre 810 mila euro, nei confronti di due persone fisiche e di una società cooperativa, da questi amministrata, nell’ambito di un’indagine condotta nel settore dell’illecita percezione di bonus edilizi ed eco bonus. Sono stati contestati i reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche e di autoriciclaggio.

A Messina due indagati per bonus edilizi ed eco bonus percepiti illegalmente: scatta il maxi sequestro da oltre 800.000 euro

Le investigazioni, coordinate da questa Procura, sono state condotte dai Finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Milazzo e sono partite da sospette movimentazioni di denaro, consistenti in giroconti bancari disposti dagli stessi indagati verso rapporti di conto corrente intestati ad una società cooperativa sociale loro riconducibile, operante nel settore dell’assistenza per anziani e disabili. I flussi finanziari, è stato accertato, provenivano, a loro volta, da un istituto bancario che aveva monetizzato, a favore degli indagati, i crediti delle agevolazioni fiscali riconducibili ai cc.dd. “ecobonus – sismabonus – bonus facciate”, ceduti tramite la piattaforma denominata “cessione crediti” dell’Agenzia delle Entrate.

I dati catastali rilasciati da uno degli indagati erano totalmente falsi. La ricostruzione

I due indagati, a fronte delle dichiarazioni rilasciate all’Agenzia delle Entrate per confermare i requisiti obbligatori per accedere al beneficio fiscale, non avevano mai appaltato i lavori di efficientamento, ad alcuna ditta operante nel settore edile, né ricevuto alcuna fattura corrispondente agli importi auto-certificati nelle istanze prodotte telematicamente alla citata Agenzia. In aggiunta, è emerso che un indagato ha comunicato dati catastali completamente inesistenti; mentre, l’altro non è mai stato proprietario dell’immobile indicato né conduttore a qualsiasi titolo, e, parimenti, non ha avanzato alcuna comunicazione di inizio lavori ai competenti Uffici Comunali.

Gli ulteriori approfondimenti investigativi, inoltre, hanno fatto emergere come, nel periodo di monetizzazione dei crediti inesistenti, uno dei due indagati percepiva la provvidenza cd. Reddito di Cittadinanza.

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