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Giro di appalti truccati e immobili, sequestro da un milione di euro per due fratelli nel Messinese

Giro di appalti truccati e immobili, sequestro da un milione di euro per due fratelli nel Messinese

L’ex funzionario è stato già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa nell’inchiesta “Gotha 3”

Gli agenti della Polizia di Stato hanno eseguito un sequestro patrimoniale di circa un milione di euro nei confronti di due fratelli di Oliveri, uno ex dirigente comunale e l’altro ingegnere. Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Messina su proposta della Procura e del Questore, riguarda sei immobili ritenuti frutto di attività illecite. L’ex funzionario è stato già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa nell’inchiesta “Gotha 3”. I giudici valuteranno ora la confisca e l’eventuale sorveglianza speciale.

Blitz in un vivaio a Pedara, scatta il maxi sequestro di gasolio

Nell’ambito di una più ampia strategia di rafforzamento dei controlli sul territorio, finalizzata in particolare al contrasto delle irregolarità nel settore agroalimentare e alla tutela della salute pubblica, i Carabinieri della Compagnia di Acireale e i Finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Acireale, con il supporto dei militari specializzati del Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare di Messina e dell’ASP Veterinaria di Gravina di Catania, hanno effettuato un controllo congiunto presso una ditta di Pedara operante nel commercio di fiori, piante e fertilizzanti.

L’attività ispettiva ha preso avvio da informazioni acquisite dai Carabinieri della Stazione di Pedara durante l’ordinaria vigilanza sul territorio, che avevano destato sospetto riguardo alla pluralità e alla natura eterogenea delle attività riconducibili alla stessa ditta individuale. Nel primo punto vendita ispezionato non sono emerse irregolarità rilevanti. Tuttavia, la presenza di ulteriori tre siti riconducibili alla medesima impresa, situati a breve distanza l’uno dall’altro, ha reso necessario estendere l’azione di controllo.

La contestuale presenza del carburante e della batteria, unitamente alla totale assenza di misure di sicurezza, configurava un elevato rischio di incendio ed esplosione, con potenziale impatto sull’area circostante, prossima al centro abitato. La responsabile dell’attività non ha fornito alcuna documentazione o spiegazione in merito alla detenzione e allo stoccaggio del prodotto.

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