MESSINA – La delega delle funzioni per l’attuazione di trenta progetti Fsc per un importo complessivo di 350 milioni, è stata assegnata ad aprile, dalla Regione, al Commissario straordinario per la depurazione e il riuso delle acque reflue, Fabio Fatuzzo. Si tratta di interventi di adeguamento, completamento, realizzazione ed estensione di reti fognarie e impianti di depurazione, cofinanziati dal Fondo sviluppo e coesione.
Nel Messinese, tra le opere già in fase di attuazione, ci sono l’impianto di depurazione di Tono a Messina, dal valore complessivo di 89,5 milioni di euro, con cofinanziamento Fsc di 9,2 milioni, e l’intervento a Capo d’Orlando, da 12,8 milioni complessivi, di cui 4,2 milioni da fondi Fsc. Per Tono il traguardo potrebbe essere tagliato tra due anni e mezzo, compresi i sei mesi per avvio, messa in esercizio e collaudo degli impianti. L’inizio dei lavori è previsto per fine luglio.
L’opera strategica per la depurazione delle acque reflue a Messina
È quanto emerso durante la conferenza stampa che si è svolta ieri mattina a Palazzo Zanca con l’intervento tra gli altri del sindaco Federico Basile e dello stesso commissario Fabio Fatuzzo. Alcuni piccoli passi nei mesi scorsi erano stati fatti: a dicembre era stato giudicato l’appalto, a febbraio la firma del decreto per l’occupazione preordinata all’esproprio e all’asservimento delle aree interessate ai lavori. Adesso si entra nel vivo della realizzazione. L’opera come ha ricordato il sindaco Basile ha una progettualità che risale agli anni Novanta ma in questi decenni una serie di controversie hanno bloccato un iter che ha avuto un’accelerazione solo negli ultimi tre anni. Con l’arrivo del commissario nel 2022 si è potuto tracciare un percorso di una infrastruttura che servirà oltre 57mila utenze, in una zona della città, quella nord, da Ganzirri ad Acqualadrone, critica, con una popolazione che in estate raddoppia perché qui si concentrano le seconde abitazioni dei messinesi.
“La realizzazione del depuratore di Tono – ha detto Basile – rappresenta un passaggio fondamentale per Messina, necessario per garantire infrastrutture moderne, tutela ambientale e servizi più efficienti”. Il commissario ha evidenziato come “il contributo dei tecnici del Comune sia stato determinante per accelerare alcuni iter burocratici particolarmente complessi, a partire dalle procedure di esproprio, e per arrivare nel più breve tempo possibile all’aggiudicazione e alla sottoscrizione del contratto. Oggi – ha proseguito – possiamo finalmente affermare di avere sbloccato un’opera di straordinaria importanza per Messina. Il nuovo impianto e il sistema dei collettori consentiranno di migliorare in modo sostanziale la gestione delle acque reflue, tutelare il mare e il territorio e adeguare il sistema depurativo agli standard ambientali richiesti”.
I dettagli tecnici del nuovo impianto di depurazione
Fatuzzo ha inoltre richiamato l’impegno della struttura commissariale nel garantire tempi certi, qualità delle lavorazioni e un costante coordinamento con gli enti territoriali durante la fase esecutiva. La copertura finanziaria è di oltre 89 milioni ma l’appalto è stato aggiudicato con un ribasso del 25 per cento al raggruppamento temporaneo guidato dal Consorzio Stabile Energos che lascia disponibili circa 29 milioni di euro, economie di gara che potrebbero essere utilizzate per ampliare l’intervento su altri punti della costa tirrenica. A illustrare gli aspetti tecnici è stato il Rup Giuseppe Iannazzo, che ha spiegato come l’intervento non riguardi soltanto la realizzazione del nuovo depuratore, ma comprenda un articolato sistema di opere destinate a servire un’ampia porzione di territorio comunale.
Il progetto prevede oltre la costruzione del nuovo impianto di depurazione anche la realizzazione dei collettori fognari per i reflui dell’area costiera tirrenica occidentale; il collettamento dell’area costiera tirrenica orientale e di parte della zona ionica; il convogliamento dei reflui provenienti dai villaggi collinari; la costruzione del nodo idraulico di Tono; un sistema di sollevamento verso il depuratore; il recupero idroelettrico delle acque depurate; una galleria realizzata mediante microtunnelling; la posa di una condotta sottomarina per lo scarico delle acque trattate.
Benefici ambientali e sviluppo del territorio
Il sistema interesserà, tra le altre, le aree di Spartà, Acqualadrone, Case Bianche, Saline, Curcuraci, Faro Superiore, Ganzirri, Torre Faro, Mortelle, Castanea e i villaggi delle Masse. Il contratto prevede una durata complessiva dei lavori di trenta mesi, decorrenti dalla consegna. L’intervento rappresenta un tassello strategico per la messa a norma del sistema di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue urbane nell’area nord di Messina, contribuendo al superamento delle criticità che hanno determinato l’apertura di procedure d’infrazione europea.
“L’intervento garantirà – è stato sottolineato – un miglioramento sostanziale della qualità ambientale e del mare lungo la fascia costiera interessata, con ricadute positive sulla salute pubblica, sul territorio e sulle attività economiche locali, nel pieno rispetto delle normative europee e nazionali in materia di depurazione”.

