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Messina, torrenti ostruiti e strade fragili: il maltempo riapre l’emergenza

Messina, torrenti ostruiti e strade fragili: il maltempo riapre l’emergenza

La prima criticità della stagione è arrivata dopo la pioggia torrenziale dei giorni scorsi, che ha provocato il crollo della strada adiacente il Papardo. Presentato un piano delle priorità su cui intervenire

MESSINA – A giugno era stato fatto un focus sul torrente di Briga superiore sollecitato dai residenti che vivono a ridosso. Qui quando le precipitazioni sono abbondanti, il rischio per alcune famiglie è di rimanere isolate perché l’unica strada è impraticabile.

Dopo le prime piogge di inizio autunno, che in pochi minuti hanno messo in tilt buona parte della zona Nord della città, torna all’attenzione il tema sicurezza legato a tutti i corsi d’acqua. Ci sono 96 torrenti sul territorio comunale, alcuni dei quali problematici e costantemente sotto osservazione.

Torrente Papardo, crolla la strada dopo la pioggia

La prima criticità della stagione si è verificata già nei giorni scorsi dopo una pioggia torrenziale, con il crollo della strada che costeggia il torrente Papardo tra l’omonimo ospedale e il villaggio di Faro Superiore. La strada serve una ventina di case e attività e in passato era franata ma erano stati fatti solo interventi provvisori per ripristinarla. Quest’estate, il letto del torrente era stato ripulito, soprattutto a valle, erano rimasti però detriti e vegetazione incolta che il torrente, ingrossato, ha trasportato verso il mare. Non sono bastati neppure i massi per il contenimento.

Messina, il rischio alluvioni e il precedente di Zafferia

E il pensiero inevitabilmente è andato a Zafferia, novembre del 2024, quando il torrente aveva invaso le case e isolato una parte del villaggio per giorni. Nulla rispetto alla ferita di Giampilieri dell’ottobre 2009 con un alluvione e 37 morti. Verso il mare i torrenti messinesi, spesso trasformati in discariche abusive, nei decenni, hanno portato di tutto, non solo vegetazione ma soprattutto plastica e scarti che adesso giacciono nei fondali. Provengono da qui buona parte dei rifiuti in fondo allo Stretto, risultato secondo uno studio internazionale di qualche anno fa, il tratto di mare con la maggiore mole di spazzatura, dove in alcuni punti la densità supera il milione di oggetti per chilometro quadrato.

Dopo la pioggia di lunedì una scia marrone è comparsa in diversi punti del litorale messinese, in particolare tra Torre Faro e Ganzirri, segnalata dai residenti di villaggi costieri: sono cumuli di canne, rami ma anche plastica che finirà anche questa in fondo al mare. Il problema di sicurezza quindi si intreccia con quello ambientale, da qui l’importanza della vigilanza e dei costanti interventi di pulizia. Dopo i sopralluoghi a giugno dei tecnici dell’Autorità di Bacino a Briga superiore, nei giorni scorsi gli assessori Liana Cannata e Francesco Caminiti hanno fatto un monitoraggio complessivo con i rappresentanti dell’ufficio regionale e tecnici del Comune.

Autorità di Bacino, individuati 25 torrenti da monitorare

La titolarità degli interventi sotto il profilo soprattutto economico è dell’Autorità di bacino. È stato presentato un piano delle priorità sulle quali intervenire, individuando 25 corsi d’acqua soprattutto periferici per i quali lo stato dell’alveo è caratterizzato da ostruzioni di diverso tipo. Tra gli attenzionati ci sono il torrente Galati, le aste torrentizie tra Mili San Pietro e Mili San Marco, il torrente Gazzi, quello di Bisconte, tre diverse aree a Rodia, il torrente Giudeo a San Saba e il torrente Gallo.

Messina, 600 mila euro per la pulizia dei corsi d’acqua

“Durante le verifiche – hanno detto Caminiti e Cannata – l’Amministrazione ha evidenziato l’esigenza urgente di un intervento di circa 600 mila euro per la pulizia e la risagomatura dei corsi d’acqua. Questi si aggiungono agli interventi in corso di esecuzione a cura del Comune di Messina sui torrenti, per un valore di due milioni e mezzo di euro a valere sui fondi Pon Metro Plus 21-27. Si tratta di operazioni fondamentali per rimuovere detriti e ostacoli, ripristinare la corretta sezione di scorrimento e garantire il regolare deflusso delle acque piovane. La prevenzione e la sicurezza idrogeologica del territorio passano da un’azione tempestiva e costante: mettere in sicurezza la nostra comunità prima dell’arrivo del maltempo resta la priorità assoluta”. Lavori che sono stati ultimati solo per il 50% e proseguono durante questi mesi autunnali con un termine fissato al 31 dicembre.

Torrente Annunziata, maxi appalto da 4 milioni di euro

Gli interventi invece di competenza dell’Autorità di bacino non si sa bene quando potranno partire. In corso ci sono anche altri interventi più complessi come quello sul torrente Annunziata con il maxi appalto da circa 4 milioni di euro per la sistemazione idraulica e la ricostruzione dell’alveo dissestato.

È questo è l’unico dei grandi corsi d’acqua nel territorio comunale a non essere stato tombato, nonostante ai lati scorra la viabilità cittadina. In pessime condizioni da anni, da tempo attendeva un restyling. È emersa anche la possibilità di una copertura integrale dell’alveo ma secondo le valutazioni tecniche e i vincoli del Genio civile, non è ritenuta una soluzione praticabile a causa dei rischi legati alla sicurezza del territorio e alla regimentazione delle acque. Il viale Annunziata poi soffre di una pesante viabilità, con flussi veicolari in tilt, tanto che alcuni invocano soluzioni alternative per alleggerire il traffico della zona che resta a rischio per la presenza del torrente, come la realizzazione di nuove arterie stradali o bretelle di collegamento.