MESSINA – Si torna a parlare della Zona Falcata, della sua valorizzazione e delle opportunità che offre per il rilancio della città con lo sviluppo di alcuni assi economici. Dopo la visita in campagna elettorale del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che aveva promesso attenzione da parte del Governo per tutti i costosi interventi che dovranno essere fatti, la Marina Militare ha dato spazio nei giorni scorsi a un confronto interdisciplinare tra storia, urbanistica, ambiente e sviluppo territoriale, offrendo una lettura organica delle sfide e delle opportunità legate al futuro dell’area, strettamente connesso a quello della città. Il valore strategico e culturale del luogo è stato sottolineato dal comandante di Marisuplog, Capitano di Vascello Gabriele Belfiore, e dal sindaco Federico Basile.
Bonifica della Zona Falcata: vent’anni di inquinamento industriale da rimuovere
Propedeutica a ogni riqualificazione è la bonifica dell’area. A partire dagli anni Sessanta la politica con le sue scelte, spesso scellerate, ha contribuito a deturpare quei luoghi tanto che negli anni Settanta la spazzatura della città veniva scaricata in mare. Nonostante questo, la zona conserva aspetti naturalistici di pregio e le acque circostanti sono ricche di biodiversità marina tipica dello Stretto, anche se impattate dalle attività umane. Il problema maggiore è l’inquinamento storico da attività industriali, come la ex Smeb/Degassifica e l’inceneritore. Nell’area sono state riscontrate contaminazioni da metalli pesanti, idrocarburi e solventi. Ci sono dei piani di bonifica con lo stanziamento di circa venti milioni di euro per la prima fase di rimozione di fonti primarie e secondarie di inquinamento, demolizioni, con progetti di fattibilità e studi. L’obiettivo per il futuro è trasformare l’area in zone a verde, parchi fruibili, eliminando tutto ciò che ha inquinato il sottosuolo negli ultimi decenni.
Riforma dei porti e Autorità di Sistema: il rischio per i finanziamenti futuri
Servono però molto più dei venti milioni citati e occorre la disponibilità del Governo nazionale. Se si approvasse la riforma dei porti in discussione non si potrebbe più contare infatti sulle risorse dell’Autorità di Sistema portuale dello Stretto, che negli anni ha finanziato molti interventi, compreso il contributo per il nuovo porto di Tremestieri, perché, come le altre Autority, perderebbe l’autonomia finanziaria.
Lo studio Atelier(s) Alfonso Femia: natura, turismo e storia per la nuova Falcata
Si attendono intanto i risultati dei carotaggi e delle analisi chimiche su cui lo studio Atelier(s) Alfonso Femia disegnerà il volto futuro della “nuova” Falcata. Natura, turismo, storia sono gli assi su cui lavorare. Il geologo Giovanni Randazzo ha parlato dell’evoluzione geomorfologica e funzionale del porto messinese, soffermandosi sulle criticità attuali legate alla presenza di traghetti e navi da crociera, ai fenomeni di insabbiamento causati dai venti di scirocco e alle prospettive legate allo sviluppo delle infrastrutture portuali. Un’analisi che ha evidenziato il rapporto unico tra la conformazione naturale del territorio e le scelte urbanistiche e portuali, che hanno caratterizzato la storia della città.
Biodiversità e rigenerazione urbana: i contributi di Spanò e Brancatelli
Sulla ricchezza naturalistica con le sue biodiversità e la cultura dei luoghi si è poi concentrata la docente UniMe Nunzia Carla Spanò. L’architetto Calogero Brancatelli, che potrebbe entrare a fare parte della Giunta Basile, ha invece proposto una rassegna di esperienze internazionali di rigenerazione urbana che si confrontano, come a Messina, con preesistenze architettoniche di grande valore storico. Attraverso l’analisi di modelli di recupero e valorizzazione di waterfront storici, Brancatelli ha rilevato come sia possibile coniugare tutela del patrimonio, sostenibilità e innovazione, delineando scenari e opportunità per il rilancio dell’area come spazio vivo, inclusivo e proiettato verso il Mediterraneo del XXI secolo.
Rizzo e Belfiore: il rapporto dinamico tra porto e città come punto di partenza
Anche Francesco Rizzo, presidente dell’Autorità di Sistema portuale dello Stretto, ha sottolineato l’importanza del rapporto dinamico tra il porto e la città, mentre per il comandante Belfiore il confronto multidisciplinare deve servire come punto di partenza da tradurre in concrete prospettive di valorizzazione, consapevoli del ruolo centrale che la Zona Falcata riveste nella costruzione di una nuova visione di sviluppo per Messina. Una visione che, partendo dalla valorizzazione della storia e dell’identità dei luoghi, guarda alle opportunità offerte dalla rigenerazione urbana, dalla sostenibilità e dall’apertura verso il Mediterraneo.
Real Cittadella e Lanterna del Montorsoli: le idee per il futuro turistico dell’area
Tante le idee emerse in questi anni su cosa dovesse diventare quest’area dopo le bonifiche. Una grande attrazione naturalistica per alcuni, con il recupero paesaggistico, con aree di osservazione dello Stretto e ripristino di dune e vegetazione autoctona come un primo obiettivo per aprire questo sito ai flussi turistici internazionali. Un altro step su cui si punta è quello della valorizzazione storica, con percorsi archeologici con al centro Real Cittadella e Lanterna del Montorsoli.

