Mezzi di trasporto pubblico insufficienti e comunità isolate - QdS

Mezzi di trasporto pubblico insufficienti e comunità isolate

Elisa Saccullo

Mezzi di trasporto pubblico insufficienti e comunità isolate

mercoledì 29 Luglio 2020 - 00:00
Mezzi di trasporto pubblico insufficienti e comunità isolate

L’ultima denuncia in ordine di tempo è arrivata dalla provincia ennese e in particolare da Centuripe. A essere penalizzati sono in particolare i lavoratori che non dispongono di mezzi propri

Trasporti pubblici ridotti al lumicino e la popolazione piomba nel disagio, con i cittadini che per potere andare a Catania sono costretti a raggiungere Catenanuova, distante 15 chilometri.

È stato Antonio Castiglione, dirigente di Confartigianato Imprese Centuripe e componente della Direzione regionale, a lanciare l’allarme per la sua comunità. “Centuripe – ha detto – è isolata dal resto del mondo. Le autorità istituzionali vadano a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione economica e lavorativa del Paese Italia, così come previsto dall’articolo 3 della Carta Costituzionale che è legge fondamentale della Repubblica”.

In atto, è ritenuta insufficiente una sola corsa al giorno per collegare Centuripe con Catania. “Una situazione – ha sottolineato Castiglione – a dir poco assurda, specie per i pendolari che lavorano nel catanese e per gli artigiani che svolgono le loro attività nei comuni della provincia etnea. Il disagio colpisce soprattutto le persone che non dispongono di mezzi propri. Questa gente non può muoversi autonomamente per portare a casa un tozzo di pane”.

Secondo Castiglione ciò incrementa le nuove fasce e sacche di povertà e va a ghettizzare la gente, creando un isolamento non solo lavorativo, ma anche socio-culturale ed economico. “La giornata lavorativa – ha aggiunto – non ha mai termine nelle prime 12 ore del giorno e chi svolge attività artigiana e dipendente, non può interrompere i servizi prestati perché alle 14 deve attendere l’autobus per rincasare”.

“È veramente assurdo – ha concluso – che in una comunità come la nostra esistano ancora disfunzioni plateali simili. Siamo isolati dal mondo e per questo chiedo alle istituzioni di impegnarsi affinché siano garantite più corse e perché venga trovata una soluzione definitiva a questi disagi”.

Elisa Saccullo

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