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Aria irrespirabile e miasmi nel polo petrolchimico di Priolo, aperta inchiesta

Aria irrespirabile e miasmi nel polo petrolchimico di Priolo, aperta inchiesta
Aria industriale di Priolo. Foto da Imagoeconomica

“In corso accertamenti” dopo le numerose segnalazioni delle ultime settimane

La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta sull’origine dei miasmi che da diverse settimane invadono il polo petrolchimico di Priolo Gargallo, rendendo di fatto l’aria irrespirabile.

Il procuratore Sabrina Gambino conferma che ci sono “accertamenti in corso” per verificare se ci siano state delle violazioni delle norme sulle emissioni industriali.

Miasmi nel polo petrolchimico di Priolo, aperta inchiesta

Nel pomeriggio nella Prefettura di Siracusa è previsto un incontro durante il quale l’Arpa sarà chiamata a fornire una relazione sui monitoraggi effettuati di recente. Nelle scorse settimane i residenti hanno lamentato disagi e molestie olfattive continue. Solo pochi giorni fa, inoltre, alcuni di loro hanno preso parte a una protesta pacifica.

Il supporto del sindaco

Negli scorsi giorni sulla vicenda miasmi nella zona del polo petrolchimico di Priolo è intervenuto anche il sindaco Pippo Gianni, schierandosi al fianco dei cittadini che chiedono un intervento urgente delle autorità sul fenomeno. Dopo due incontri avvenuti lo scorso 8 giugno e l’11 giugno, il primo cittadino ha deciso di trasmettere una richiesta formale di intervento urgente al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Siciliana, ad ARPA, alla Prefettura, alla Procura della Repubblica e agli altri Enti competenti. Tra le misure richieste figurano:

  • la revisione straordinaria delle AIA (Autorizzazioni Integrate Ambientali) con “limiti più severi per emissioni odorigene e sostanze nocive“;
  • il potenziamento della rete di monitoraggio ambientale;
  • olfattometria dinamica e sistemi IOMS per rilevare in tempo reale i picchi dei miasmi;
  • l’utilizzo delle migliori soluzioni tecniche disponibili per ridurre le emissioni;
  • ispezioni straordinarie e un piano di gestione degli odori e di monitoraggio integrato con il sistema NOSE;
  • l’aggiornamento delle relazioni di sicurezza RIR, “con inclusione degli scenari di emissioni accidentali”;
  • l’istituzione di un Tavolo Tecnico Permanente sul tema;
  • un cronoprogramma “operativo, chiaro e verificabile” a tutela della popolazione.

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