Milano, 13 apr. (askanews) – Con l’annata 2023 “Piastraia” della Cantina toscana Michele Satta festeggia i trent’anni con due novità: una nuova etichetta, costruita sull’inversione dei colori, e un blend formato esclusivamente da Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot. Dopo l’uscita del Syrah dal 2019 e del Sangiovese dalla vendemmia 2023, il Bolgheri Superiore Doc si presenta così con un profilo che l’azienda considera più aderente all’identità del territorio.
“Piastraia” fu il primo vino del territorio a utilizzare la menzione Bolgheri Rosso e dal 2012 è diventato Bolgheri Rosso Superiore, quando le vigne hanno raggiunto, secondo l’azienda, la maturità necessaria per esprimere maggiore complessità e profondità. L’inversione dei colori dell’etichetta viene letta come un segno di rilancio nella continuità, un modo per guardare avanti senza rompere con la storia del vino. L’annata 2023 viene anche indicata come quella che riflette con maggiore chiarezza la visione di Giacomo Satta, oggi riferimento della seconda generazione in azienda.
Sul piano produttivo la scelta è netta: questa storica etichetta rinuncia del tutto alle varietà non bordolesi per puntare ad un vino più essenziale nella costruzione e più preciso nella lettura di Bolgheri. “Piastraia è il vino elegante dell’azienda”, ha spiegato Giacomo Satta, aggiungendo che questa evoluzione si traduce in “meno interpretazione, più precisione”.
La vinificazione prevede fermentazioni separate per ciascuna varietà in botti di cemento troncoconiche da 30 ettolitri, con lieviti spontanei e una gestione misurata delle estrazioni. Dopo la fermentazione malolattica in barrique, il vino affronta un affinamento in barrique francesi, con il 40% di legno nuovo, per un periodo compreso tra 12 e 18 mesi. Il potenziale di invecchiamento dichiarato è di 20 anni.

