Bruxelles, 17 giu. (askanews) – La plenaria del Parlamento europeo ha approvato con una larga maggioranza di centro-destra-estrema destra l’accordo raggiunto con il Consiglio Ue all’inizio di giugno sul testo del nuovo regolamento sui rimpatri, che consentirà agli Stati membri di deportare i richiedenti asilo a cui è stata respinta la domanda, e che sono oggetto di una decisione di espulsione, verso paesi terzi “sicuri” con cui vi siano accordi specifici in questo senso.
In questi paesi terzi, i migranti senza diritto di restare nell’Ue, comprese le famiglie con minori (ma non i minori non accompagnati) potranno restare indefinitamente, oppure attendere di essere rimpatriati nel paese d’origine, se possibile. Se questo non sarà possibile, il regolamento prevede che il “rimpatrio” possa avvenire con il trasferimento del migrante in un altro Stato terzo “sicuro” (la definizione riguarda il rispetto dei diritti fondamentali e del diritto internazionale), anche quando in realtà il migrante stesso non ha nessun legame, di nessun tipo, con il paese di destinazione.
Sul testo del regolamento l’Aula di Strasburgo si è spaccata nettamente in due, con i Socialisti e Democratici, i Verdi, la Sinistra e una parte dei Liberali di Renew contrari alle nuove norme, e in minoranza; mentre hanno votato a favore, compatti, il Ppe, i Conservatori dell’Ecr, l’estrema destra dei Sovranisti (Esn) e dei Patrioti per l’Europa, e l’altra parte dei Liberali di Renew. Un emendamento iniziale per il rigetto del testo ha avuto 199 voti a favore, 453 contro e 5 astenuti, mentre il voto per l’accogliemento dell’accordo ha ottenuto 418 voti favorevoli, 218 contrari e 30 astenuti.
Il nuovo regolamento prevede che le espulsioni degli individui a cui è stato rifiutato l’asilo siano eseguite entro 30 giorni. Inoltre, i migranti che non cooperano con le autorità potranno essere rinchiusi fino a due anni e mezzo in centri di detenzione negli Stati membri.

