Tentato omicidio a Milano nel primo pomeriggio di giovedì: un uomo di 92 anni ha sparato alla badante in un appartamento di via Faenza. La donna è stata ferita all’addome, secondo una prima ricostruzione al termine di una lite.
L’anziano aveva una pistola in casa
I poliziotti hanno anche denunciato l’anziano per porto abusivo d’arma da fuoco. Gli investigatori indagano per chiarire i motivi della lite: convivenza o questioni economiche tra le ipotesi.
Le condizioni della badante ferita all’addome dall’anziano
La badante ha 46 anni ed è rumena. Sul posto, a soccorrere la donna, sono intervenuti i soccorritori del 118 che l’hanno trasportata in codice rosso all’ospedale Humanitas di Rozzano. Le sue condizioni seppur gravi non metterebbero a rischio la sua vita.
La prof accoltellata in provincia di Bergamo, le sue parole
Restando in Lombardia, sta meglio, ed è stata trasferita dalla rianimazione al reparto di degenza ordinario. Chiara Mocchi, la professoressa di francese accoltellata mercoledì a scuola a Trescore Balneario, nel Bergamasco, da uno studente di 13 anni, scrive una lettera aperta dettata con voce ancora flebile al suo avvocato Angelo Lino Muttas.
Tra i pensieri che emergono c’è questo: “In un attimo, un gesto improvviso e incomprensibile ha spezzato la quotidianità della scuola, trasformando una mattina come tante in un incubo”.
I ringraziamenti
Ma le prime parole sono di ringraziamento: “a tutti voi, adorati alunni, colleghi, genitori, soccorritori, personale sanitario, autorità, forze dell’ordine, familiari, giornalisti, e persone che mi avete circondato da subito di affetto e solidarietà”, sono di gratitudine.
“Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto raccontare un dolore così grande, né che avrei attraversato una prova così profonda. Eppure eccomi qui, ancora viva. E questo lo devo a molti di voi”, scrive l’insegnante.
“Fatico a ricordare la scena senza tremare ma si è mosso un mondo di coraggio e umanità”
Si legge ancora: “Quelle coltellate sul mio collo e sul mio torace avrebbero potuto fermare il mio cammino per sempre. So che addirittura la scena è stata ripresa via cellulare, è stata drammatica quanto irreale. Io stessa fatico a ricordarla senza tremare. Ma subito, attorno a me, si è mosso un mondo di coraggio e di umanità”.
Quindi il ringraziamento “ai colleghi che sono intervenuti senza alcuna esitazione, rischiando personalmente per mettermi in salvo: il vostro sangue freddo e la vostra forza hanno creato una barriera tra me e la morte. Agli studenti che hanno gridato aiuto, che hanno pianto, che si sono spaventati e hanno visto qualcosa che nessuno dovrebbe vedere a tredici anni: sappiate che non porto rabbia né paura nel cuore, ma solo desiderio di rivedervi crescere sereni e protetti”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

