Continuano le belle notizie nella seconda giornata dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026: Riccardo Lorello, 23 anni di Milano, conquista la medaglia di bronzo nei 5.000 di pattinaggio velocità.
Ci si aspettava in questa disciplina il più esperto Davide Ghiotto autore del record del mondo nei 10.000 che però si è dovuto accontentare del quarto posto. Lorello, dunque, è profeta in casa e al suo esordio olimpico centra subito un podio di estremo valore davanti al pubblico amico.
Oro al norvegese Eitrem e record olimpico
La medaglia d’oro va al norvegese Sander Eitrem, che con il tempo di 6’03″95 sulla pista di Rho Fieramilano ha battuto il record olimpico. Secondo il ceco Metodej Jilek. È la seconda medaglia azzurra alla Milano Speed Skating Stadium, dopo l’oro di ieri di Francesca Lollobrigida nei 3.000. Si tratta complessivamente del settimo podio in queste olimpiadi di casa in appena due giorni di gare ancora non conclusi.
Lorello: “Sono veramente felice”
“Ho cercato di fare il mio esordio al meglio che potevo. Durante la gara non pensavo a niente. L’unica cosa che ricordo è che negli ultimi due giri ho ragionato che avrei potuto battere il record olimpico ed ero abbastanza gasato. È andata com’è andata e sono veramente felice”, ha detto Lorello ai giornalisti, a gara ancora in corso.
Lorello e il bronzo a 10 minuti da casa: “bello pattinare con nonni in tribuna”
Milanese, un passato da pattinatore a rotelle, Riccardo Lorello – il 23enne che oggi pomeriggio ha vinto la medaglia di bronzo nei 5.000 metri di speed skating – ha corso in casa.
“Abito veramente a dieci minuti da qui. È stato bello perché ho tutta la famiglia, i miei amici, gli avversari delle rotelle e soprattutto sono contento perché ci sono tutti i miei nonni che sono riusciti a venire tutti a vedere la mia gara olimpica. Penso che rimarrà nel loro cuore”, ha detto dopo la sua prestazione, prima di essere certo di aver conquistato una medaglia.
L’esordio sui pattini a rotelle, disciplina di famiglia
“Papà era un atleta, è stato il mio allenatore finché non ho cambiato dalle rotelle al ghiaccio e sono passato nelle mani di Maurizio Marchetto”, ha spiegato. Nel squadra italiana di pattinaggio di velocità, che conta già due medaglie dopo l’oro di ieri di Francesca Lollobrigida, il 23enne atleta dell’esercito ha trovato “un gruppo stupendo, siamo una famiglia. Anzi, passiamo durante l’anno più giorni assieme tra noi che con i parenti. Sono diventati anche loro la mia famiglia”.
Studente di Scienze dei Servizi giuridici, “quest’anno ho messo in pausa gli studi” per dedicarmi allo sport. Scelta che ha premiato. In pista “oltre alla performance fisica, la cosa che bisogna più affinare è la testa: sei da solo, sei te e la tua sofferenza durante la gara. Mentre sei lì che gareggi e pattini è difficile sentire il tifo, quello che senti prima è la fatica delle gambe e i tuoi allenatori a bordo pista”, confessa dopo la sua prestazione, di cui “non ricordo nulla”.
E sono queste le gare migliori. “Mi piace molto quando finisco una gara e ricordo poco, come questa volta. Tendenzialmente sono le gare che faccio meglio. Hai meno interferenze esterne, vuol dire che sei concentrato su quello che stai facendo. Devi semplicemente arrivare prima all’arrivo”.
Il pattinaggio di velocità gli ha insegnato “la resilienza e la determinazione”. Le qualità necessari nei giorni, “e ce ne sono tantissimi – confessa l’atleta – in cui vorrei fare altro invece che allenarmi. Come quando è l’alba e fa freddissimo o quando piove mentre sono in bicicletta”.
Il suggerimento ai ragazzi dell’atleta medaglia di bronzo è uno solo: “Fate sport, non importa quale, perché lo sport ti cambia la vita sotto tutti gli aspetti, dallo studio al lavoro”.
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