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Tra minacce, dubbi, esposti e toni accesi: in Sicilia il clima elettorale si fa pesante

Tra minacce, dubbi, esposti e toni accesi: in Sicilia il clima elettorale si fa pesante
Cateno De Luca – foto di Imagoeconomica

Fatti che accrescono la tensione in vista degli appuntamenti alle urne, il più recente quello con protagonista Cateno De Luca, che ha denunciato di essere stato vittima di intimidazione a Barcellona Pozzo di Gotto

In Sicilia il clima elettorale si fa pesante. Manca poco alle amministrative che rinnoveranno sindaco e Consiglio comunale in settanta Comuni dell’Isola, e le tensioni si acuiscono giorno dopo giorno. L’ultimo caso, che ha fatto molto discutere anche sui social, è quello della presunta intimidazione accusata da Cateno De Luca a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Sul caso, oggi il deputato regionale e sindaco di Taormina ha tenuto una conferenza stampa insieme alla presidente di Sud chiama Nord, Laura Castelli, e alla consigliera comunale dello stesso partito Melangela Scolaro.

De Luca: “Chi mi ha minacciato è stato mandato”

“Questi signori sono stati mandati, ed è questa la prima riflessione che io ho fatto”, ha detto De Luca insistendo sull’accaduto per modalità e scopo malgrado la replica del legale del proprietario dell’auto incriminata dal leader di Sud chiama Nord. Il legale, su procura del suo assistito, ha respinto la ricostruzione del deputato regionale sostenendo sostanzialmente la casualità e l’equivoco. Ma Cateno De Luca, richiamando altri episodi precedenti, ha insistito: “Qua c’è una regia. Perché, mettendo tutti questi accadimenti in sequenza, c’è una strategia, e consultando i miei avvocati e raccontando quello che si era già verificato mi è stato detto chiaramente che andava fatto l’esposto e la denuncia pubblica”.

Fatti che appesantiscono la campagna elettorale

La situazione a Barcellona Pozzo di Gotto, secondo Sud chiama Nord, sarebbe tale da non voler esporre, fino all’ultimo giorno utile, la lista dei candidati per non esporli a rischi. La vicenda ha contorni che verranno accertati in altre sedi e non certo sulla stampa, ma il clima di intimidazione – o di accuse di intimidazioni – appesantisce la campagna elettorale siciliana già per le amministrative del 24 e 25 maggio prossimi. Pesante poi è già adesso il clima per le prossime regionali, con frizioni che ormai fanno scintille tra gli alleati del centrodestra che sostiene – o dovrebbe sostenere – il governo Schifani e con nuove e meno nuove formazioni politiche che si candidano sul fronte opposto per “liberare” la Sicilia dal centrodestra.

Il governo, tra l’altro, attraversa un momento non idilliaco con le ultime vicende giudiziarie che questa volta colpiscono quello che è stato il centro nevralgico della sanità siciliana e anche uno degli uffici dell’assessorato Infrastrutture e trasporti che fino a qualche giorno addietro era rimasto lontano dai riflettori della cronaca giudiziaria.

I mozziconi di sigaretta sulla spilla di Falcone e Borsellino nella stanza di La Vardera a Palazzo dei Normanni

In questo contesto di ombre su rapporti tra politica, mafia e massoneria che la Procura della Repubblica di Palermo pare abbia tracciato fino a giungere a disposizioni cautelari autorizzate dal giudice, apparentemente meno plateale è l’ingresso del reparto di polizia scientifica a Palazzo dei Normanni di due settimane addietro. La presenza del reparto specializzato delle forze dell’ordine è originato da due mozziconi di sigaretta sulla spilla di Falcone e Borsellino che il deputato regionale Ismaele La Vardera, sotto scorta h24, teneva sulla sua scrivania all’interno degli uffici del gruppo Misto dell’Ars.

De Luca minacciato di essere preso a botte se ritorna a Barcellona Pozzo di Gotto

Episodi, dubbi, esposti, minacce, si avvicendano in Sicilia tra attività politica e altra attività, di sostegno – se così si può definire – alla politica che trascende fino alle denunce, pubbliche e presso l’autorità giudiziaria. Cateno De Luca, oggi, ha urlato che “questo è un attentato alla democrazia” sostenendo che “è un atto intimidatorio a tutti gli effetti, al di là del metodo che è stato utilizzato”. Poi, il ritorno sulle minacce di esser riempito di botte al ritorno a Barcellona Pozzo di Gotto se non verrà ritirata la denuncia – contro ignoti – che De Luca ha presentato al locale Commissariato di Polizia.

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