Minacce social al giornalista de La Repubblica Salvo Palazzolo che qualche giorno fa aveva raccontato con un video il concerto del neomelodico Anthony in una sala Bingo Snai di Palermo. Il cantante rappresentava la storia di due uomini tornati in libertà dopo anni di carcere e in prima fila, secondo il racconto di Palazzolo che da un anno vive sotto scorta, c’erano i due boss Giuseppe Caserta e Claudio D’Amore.
“Giornalisti sporchi infami”, recita uno dei commenti al video. E ancora: “Fucilata in mezzo agli occhi no?”.
La condanna dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia
L’Ordine dei giornalisti di Sicilia ha condannato “con fermezza” le minacce ricevute dal collega de La Repubblica e “si dichiara senza tentennamenti al fianco di Palazzolo, invitando le autorità preposte a fare chiarezza su quanto accaduto, al fine di individuare e punire i responsabili di questi attacchi, che provocano indignazione in tutta la categoria”.
Assostampa: “Vergognose minacce al cronista Palazzolo”
Anche L’Associazione Siciliana della stampa, con la sezione provinciale di Palermo e il Gruppo cronisti siciliani, si stringe con forza attorno all’inviato di Repubblica Palermo. Questa la nota: “Minacciare chi racconta ogni giorno i fatti con scrupolo ed è sempre alla ricerca della verità significa voler condannare la società al silenzio su diritti, libertà e sicurezza collettiva. Per questo non lasceremo solo Salvo Palazzolo dopo le nuove, vergognose minacce ricevute”.
Anci Sicilia: “Solidarietà al giornalista Palazzolo”
“Anci Sicilia esprime la propria piena e convinta solidarietà al giornalista Salvo Palazzolo, da oltre un anno costretto a vivere sotto scorta per il suo impegno professionale e civile nella difesa della legalità e del diritto di cronaca”. Così, in una nota, il presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano.
“Le gravi minacce apparse sui social network nei suoi confronti – aggiungono – rappresentano un attacco non solo alla persona, ma alla libertà di stampa e ai valori democratici su cui si fonda il nostro Paese. Per Amenta “è necessario promuovere forme sempre più efficaci di monitoraggio, responsabilizzazione e verifica della qualità delle informazioni diffuse sui social network, nel pieno rispetto dei principi di libertà di espressione e pluralismo, favorendo al contempo trasparenza, correttezza e consapevolezza nell’uso degli strumenti digitali”.
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