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Miniera di Pasquasia, alla Cts arriva il progetto per la bonifica dell’amianto: verrà sepolto in una cella

Miniera di Pasquasia, alla Cts arriva il progetto per la bonifica dell’amianto: verrà sepolto in una cella

La soluzione è stata preferita a quella un tempo ipotizzata, che prevedeva lo smaltimento del materiale fuori regione. Il progetto riporta l’attenzione sull’assenza di un deposito regionale che garantisca la chiusura del ciclo dello smaltimento del pericoloso minerale

Il progetto per la bonifica dall’amianto del sito minerario di Pasquasia è arrivato sul tavolo della commissione tecnica-specialistica della Regione. Si tratta di un passo importante e propedeutico all’avvio delle operazioni che, stando ai documenti presentati, dovrebbero durare undici mesi.

Prima però servirà ottenere il via libera sul piano ambientale di un intervento che si attende da tanto in quello che è un simbolo dell’archeologia industriale del secondo Novecento, ma anche uno dei contesti più critici dal punto di vista ambientale dell’entroterra isolano per l’ingente quantitativo di eternit.

Il piano del governo Schifani prevede la realizzazione di una cella dove tombare le fibre. La soluzione è stata preferita a quella un tempo ipotizzata, che prevedeva lo smaltimento del materiale fuori regione. Il progetto riporta l’attenzione sull’assenza di un deposito regionale che garantisca la chiusura del ciclo dello smaltimento dell’amianto.

Una cella sicura

Il complesso industriale di Pasquasia realizzato a ridosso della miniera entrò in funzione nel 1959 con l’estrazione della silvinite e della carnalite. Successivamente le attività si concentrarono sul giacimento di kainite, minerale da cui si ricava il solfato potassico.

A Pasquasia, tuttavia, non si lavora più da oltre tre decenni. Della vigilanza degli stabilimenti abbandonati si occupa ogni anno la Regione a proprie spese. Tra le minacce da contenere c’è senz’altro l’amianto, ma anche i potenziali effetti negativi sull’ambiente, tra cui un torrente che si sviluppa a ridosso della parte settentrionale degli impianti e che ottocento metri dopo si collega nel fiume Morello.

Miniera di Pasquasia, alla Cts arriva il progetto per la bonifica dell’amianto: verrà sepolto in una cella
Miniera di Pasquasia, alla Cts arriva il progetto per la bonifica dell’amianto: verrà sepolto in una cella
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Miniera di Pasquasia, alla Cts arriva il progetto per la bonifica dell’amianto: verrà sepolto in una cella
Miniera di Pasquasia, alla Cts arriva il progetto per la bonifica dell’amianto: verrà sepolto in una cella

“La messa in sicurezza permanente rappresenta la soluzione più idonea e coerente con gli obiettivi di tutela del sito e del suo intorno significativo, poiché consente di evitare movimentazioni esterne di materiali contaminati e di assicurare, nel breve, medio e lungo periodo, condizioni di protezione per la salute umana e per le diverse matrici ambientali”, si legge in una delle relazioni che saranno valutate dalla Cts.

Una volta recuperato con tutte le cautele del caso, l’amianto – sotto forma di lastre attualmente presenti nei fabbricati, ma anche sul terreno e nelle apparecchiature in cui un tempo la fibra veniva utilizzata in materiali coibentanti – verrà sepolto in un’area ricavata da uno scavo che in termini volumetrici misurerà quasi ottomila metri cubi. Il progetto prevede poi una copertura multistrato.

“Le volumetrie ottenibili, considerata l’area a disposizione, risultano eccedenti quelle strettamente necessarie per i rifiuti presenti nel sito. Ove opportuno o necessario, tali volumetrie potranno essere utilizzate per la sistemazione in sicurezza di analoghi rifiuti provenienti da siti regionali simili a quello in esame”, viene spiegato.

Ripresa dopo 15 anni

Oltre alla realizzazione di una cella con fondo e sponde impermeabili e copertura a bassa permeabilità, i lavori dovrebbero riguardare anche la nuova profilatura della discarica mineraria con un abbassamento dei fronti dei versanti in modo da migliorarne la stabilità.

A essere previsti sono anche anche un impianto di drenaggio del percolato e la realizzazione di un sistema di regimazione delle piogge.
Ottenute tutte le autorizzazioni, la Regione dovrà indire e aggiudicare la gara d’appalto per stabilire chi si occuperà degli interventi di bonifica.

A Pasquasia si tornerà a lavorare dopo 15 anni. Era infatti il 2012, quando il tribunale dispose il sequestro di parte dell’area a cui seguì interruzione dei lavori, iniziati due mesi prima e precedentemente affidati dal commissario delegato per l’emergenza bonifiche in Sicilia.
Successivamente quel progetto fu aggiornato alle nuove normative e prezziari nel frattempo approvati, risultando carente per alcuni aspetti.

“L’organismo di ispezione in sede di verifica del progetto rilevava diverse non conformità e osservazioni”, viene ricordato nella documentazione. I rilievi riguardavano la necessità di aggiornare alcuni elaborati. Ciò ha determinato la necessità di ricorrere a una nuova progettazione. L’incarico è stato assegnato a fine 2023 al raggruppamento temporaneo di professionisti costituito da Utres Ambiente, Orion Progetti, Ing. P. Caira e Ing. S. Cerrito.

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